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San Marino Calcio a meno tre, 18 mesi di inibizione a Montanari

Il Tribunale federale della FIGC punisce la società per stipendi non versati nei termini. Il Segretario di Stato Fabbri: «Non ha nulla a che fare con la Repubblica, e in futuro per usare il nome di San Marino servirà il vaglio delle Istituzioni».

Tre punti di penalizzazione da scontare nel campionato di Eccellenza in corso e diciotto mesi di inibizione per il presidente Emiliano Montanari, in quanto al tempo dei fatti legale rappresentante della società. Lo ha deciso il Tribunale federale della FIGC con la decisione n. 54 del 21 settembre.

Alla base ci sono quasi 60.000 euro di compensi non versati, denunciati da tre tesserati alla fine della passata stagione. La società quei soldi li ha poi pagati, a metà luglio, ma oltre la scadenza prevista dalla normativa.

Nell’udienza del 10 settembre la corte ha respinto la richiesta di proscioglimento avanzata dal club, spiegando che «è irrilevante che l’obbligazione sia stata tardivamente adempiuta», perché la violazione si perfeziona già con la scadenza del termine per il pagamento e perché il pagamento tardivo non è previsto dal Codice di giustizia sportiva come causa di esclusione della punibilità.

Non è la prima sanzione. A inizio agosto, con la decisione n. 31 del 7 agosto e sempre per stipendi corrisposti in ritardo, lo stesso tribunale aveva già inflitto un punto di penalizzazione alla società e sei mesi di inibizione a Montanari. In quel caso il collegio arbitrale LND-AIC aveva riconosciuto ad Alessandro Fabbri la somma di 49.500 euro, non versata entro i trenta giorni previsti; il reclamo presentato dal club è stato respinto e la violazione è rimasta.

Il conto complessivo è quindi di quattro punti di penalizzazione. In classifica la squadra si trova a meno tre, ultima in Eccellenza.

Da quarti in Serie D a ultimi in Eccellenza in due anni e mezzo

Il punto di svolta è il 3 febbraio 2024, quando la Global Service spa dell’ingegnere Montanari acquisisce il pacchetto di maggioranza del Victor San Marino. L’ex presidente Luca Della Balda, che resta con una quota di minoranza, dichiara il giorno dopo di non potere «fare altro che prendere atto della totale assenza di imprenditori sammarinesi», sordi a suo giudizio alle richieste di aiuto dell’unica società semiprofessionistica di calcio a San Marino.

All’epoca la squadra era quarta in Serie D con 57 punti e ai play off.

La prima stagione di Montanari si chiude con una salvezza faticosa, mentre il rapporto con gli organi federali comincia a produrre procedimenti disciplinari. È però nella stagione 2025-2026 che le difficoltà economiche diventano pubbliche: nell’aprile 2026 arriva la presa di posizione del gruppo squadra attraverso l’Associazione Italiana Calciatori, che segnala problemi non solo contabili ma anche nell’organizzazione quotidiana della squadra.

Poi la retrocessione dalla Serie D, dopo il play out perso con la Recanatese, e l’iscrizione all’Eccellenza ottenuta affrontando nuovamente le pendenze con i tesserati.

Il nodo del nome

Il San Marino Calcio è una società affiliata alla FIGC che gioca in Italia e non è affiliata né al Comitato Olimpico né alla Federcalcio sammarinesi. Porta però il nome del Paese, e questo basta perché le sue vicende finiscano associate alla Repubblica.

Sul punto è intervenuto Rossano Fabbri, Segretario di Stato per l’Industria, l’Artigianato, il Commercio, la Ricerca Tecnologica, le Telecomunicazioni e lo Sport.

«Va chiarita una cosa: al di là del nome che porta, il San Marino Calcio è una società che non ha nulla a che fare con la Repubblica di San Marino. Non è affiliata al nostro Comitato Olimpico, non è affiliata alla nostra Federazione, porta il nome, ma in realtà non ha nulla a che fare con San Marino. Non gioca neanche in Repubblica».

Una vicenda che, ha aggiunto, ha «acceso le antenne» della Segreteria: «Di certo non potrà più accadere in futuro che qualcuno, senza che le Istituzioni ne siano a conoscenza, possa pregiarsi del nome della Repubblica di San Marino».

Gli approfondimenti, ha spiegato Fabbri, sono in corso da settimane: «Quando la Segreteria avrà finito il proprio lavoro, per utilizzare il nome di San Marino occorrerà un vaglio delle Istituzioni». E ha annunciato che a breve arriveranno notizie sulle contromisure allo studio: «Perché se si usa il nome di San Marino, occorre essere di San Marino e fare riferimento alle Istituzioni sammarinesi, e questo ad oggi non lo è».

San Marino Calcio a meno tre, 18 mesi di inibizione a Montanari