Sono iniziate oggi nella Repubblica di San Marino le prime sessioni d’esame per l’ottenimento della cittadinanza, previste dalla recente riforma sulla naturalizzazione.
Come si legge nel comunicato, “La Repubblica compie un passo decisivo nel percorso di aggiornamento delle proprie politiche di integrazione, dando piena attuazione alla recente riforma sulla naturalizzazione”. Nella giornata odierna si sono svolti i primi test per verificare la preparazione civica dei candidati: “si sono tenute le prime sessioni d’esame volte ad accertare la consapevolezza civica dei futuri cittadini sammarinesi, così come stabilito dalla Legge 25 febbraio 2026 n. 27”.
L’esame rappresenta un passaggio significativo nel nuovo percorso di integrazione. “Un appuntamento che va ben oltre al mero adempimento burocratico, ma rappresenta un momento di profonda adesione ai valori fondanti della nostra terra”.
Il nuovo impianto normativo introduce modifiche rilevanti. “Il nuovo quadro normativo, perfezionato dal Regolamento attuativo di marzo, ha rimosso l’anacronistico obbligo di rinuncia alla cittadinanza d’origine, sostituendolo con criteri che puntano sulla partecipazione consapevole e sul bagaglio culturale”.
Alla prima sessione hanno partecipato 153 candidati. “I 153 candidati che oggi hanno varcato le soglie delle aule d’esame, suddivisi in tre turni per garantire l’ordinato svolgimento delle prove, si sono misurati con quesiti che spaziano dalle origini del Santo Fondatore fino all’attuale assetto dei poteri dello Stato”.
Sul significato della riforma è intervenuto il Segretario di Stato per gli Affari Interni, Andrea Belluzzi: “La naturalizzazione deve essere intesa quale coronamento di un percorso di appartenenza che richiede la conoscenza profonda delle nostre radici. Eliminare l’obbligo di rinuncia alla precedente cittadinanza è un segno di modernità che valorizza l’individuo; tuttavia, proprio perché apriamo le porte della nostra comunità, vogliamo che chi entra ne comprenda lo spirito, le istituzioni e la storia millenaria. Il successo di questa prima giornata testimonia un forte desiderio di integrazione reale”.
Il test prevede una verifica strutturata. “Il test, strutturato in 15 domande a risposta multipla, richiede una soglia minima di dieci risposte esatte per il superamento”, con la possibilità di ripetere la prova in caso di esito negativo e con attestato senza scadenza. “La validità illimitata dell’attestato, una volta ottenuto, semplifica l’iter per i richiedenti, che dovranno poi allegare il documento alla domanda formale presso gli Uffici di Stato Civile”.
L’organizzazione si è svolta regolarmente. “L’organizzazione ha funzionato senza intoppi”, mentre la Commissione giudicatrice è al lavoro per la valutazione degli elaborati, con risultati attesi entro il prossimo mese.
L’attività proseguirà nei prossimi mesi. “Oltre ai partecipanti di oggi, rimangono circa sessanta pratiche in fase di istruttoria”, con la possibilità di anticipare nuove sessioni rispetto a quella già prevista per novembre.
La riforma punta a rafforzare il legame tra cittadinanza e conoscenza del sistema istituzionale. “San Marino sceglie dunque la strada della competenza e della consapevolezza, legando il diritto di cittadinanza alla padronanza della lingua italiana e alla comprensione del proprio ordinamento istituzionale”, si legge nel comunicato della Segreteria di Stato per gli Affari Interni.




