Rossi (PSD): “Bene il decreto Co.Co. in ambito sportivo, ora evitare rincari per le famiglie”

da | 19 Giu 2026

Nel corso della seduta di ieri del Consiglio Grande e Generale è proseguito l’esame della ratifica del Decreto Delegato 14 aprile 2026 n. 51 relativo al contratto di collaborazione in ambito sportivo, provvedimento che punta a disciplinare in maniera più chiara i rapporti di collaborazione tra società sportive, tecnici e atleti, introducendo anche specifiche disposizioni di carattere fiscale e contributivo. Sul decreto si è sviluppato un ampio confronto tra maggioranza e opposizione, con interventi che hanno toccato il ruolo dello sport nel sistema economico sammarinese, la tutela delle famiglie e il sostegno alle società sportive.

Matteo Rossi (PSD): “Io considero questo un ottimo decreto perché era da tempo che se ne discuteva e la materia genera sempre molto interesse. Lo sport negli ultimi anni ci ha dato tante soddisfazioni: pensiamo alle medaglie olimpiche, al grande risultato della nazionale di calcio in Nations League o alle bocce che sono diventate quasi lo sport nazionale. Penso che quasi mai come in questa legislatura si sia parlato così tanto di sport in quest’aula, intervenendo anche su temi delicati come le molestie e la tutela delle parti deboli.

Ora arriviamo a un tema ‘caldo’ perché attorno allo sport girano tanti soldi e sponsor, con federazioni internazionali come UEFA e FIFA che investono molto. Credo sia giusto che chi amministra garantisca interventi chiari. So che molte società hanno presentato lamentele a noi politici e al governo, ma io ritengo che ognuno debba fare la propria parte.

Il mondo del calcio è totalmente rivoluzionato rispetto ai tempi del collega Zeppa; oggi l’obbligo di schierare sammarinesi è diventato residuale. Noi dobbiamo parlare di quello che lo sport deve contribuire ai conti pubblici. Abbiamo tecnici e sportivi che percepiscono emolumenti importanti nella Repubblica di San Marino per poi portarli fuori, in Italia; per questo credo sia estremamente importante la scelta di prevedere che una quota del 10% vada su SMAC Card.

È una quota che spero sia simbolica, ma se qualcuno percepisce cifre altissime allora non lo è più, e so che ci sono compensi importanti soprattutto nel calcio. È un gesto giusto: a fronte di milioni che escono dal territorio, una parte rimane qui.

Lancio però una suggestione al governo: il decreto parla di sportivi e tecnici, ma non dei dirigenti. Mi riferisco ai vari livelli, dal CONS fino alle federazioni. Qualche anno fa è emerso che i dirigenti della Federcalcio possono percepire più dei 5.000 euro previsti dalla legge sullo sport; a fronte di emolumenti paragonabili a quelli di noi consiglieri, credo che una quota SMAC possa essere applicata anche a loro. Sarebbe un bel segnale che non renderebbe più povero nessuno.

Infine, da padre di figli che fanno sport, chiedo al governo di vigilare affinché l’applicazione di questo decreto non porti le società ad aumentare le rette per le famiglie. In un momento difficile con l’inflazione e il costo della vita, molte famiglie fanno fatica; non vorrei che per coprire le tasse della controparte si chiedessero più soldi ai genitori, ostacolando il diritto sacrosanto di un bambino a praticare attività sportiva, che è fondamentale per l’educazione e la salute.”

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