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Attualità

Meno di 4 euro l’ora a San Marino: ma quanto vale davvero il lavoro di un giovane?

Meno di quattro euro lordi per un’ora di lavoro. È possibile oggi a San Marino? Ed è regolare? Sono le domande che restano sul tavolo dopo il botta e risposta tra USL e USOT sulle retribuzioni di alcuni giovani che hanno lavorato durante la pausa estiva.

Il caso è partito dalla denuncia dell’Unione sammarinese lavoratori. Il sindacato sostiene di aver visionato buste paga con compensi inferiori ai quattro euro lordi all’ora, nonostante a San Marino esistano contratti collettivi erga omnes, e dunque applicabili a tutti i lavoratori e a tutte le aziende interessate dal relativo settore.

Una denuncia che ha immediatamente fatto discutere, soprattutto perché riguarda ragazzi e studenti che durante l’estate entrano per la prima volta nel mondo del lavoro.

USL: «Diverse segnalazioni»

A chiarire ulteriormente la posizione del sindacato è stata Francesca Busignani, segretaria generale USL.

«E infatti non stiamo parlando di tutto il comparto. Abbiamo però ricevuto diverse segnalazioni di ragazzi con buste paga veramente vergognose. Sono contenta della presa di posizione di USOT, perché possiamo lavorare insieme per rimettere in riga chi non fa il proprio dovere e valorizzare le imprese virtuose».

Il punto, dunque, secondo USL, non sarebbe mettere sotto accusa alberghi, bar e ristoranti nel loro complesso, ma individuare quelle situazioni nelle quali le regole non sarebbero state rispettate.

Ma quanto dovrebbe essere pagato un giovane?

Ed è qui che la questione diventa più interessante. Perché quattro euro lordi all’ora, presi da soli, dicono molto ma non spiegano tutto.

Bisogna capire con quale contratto il ragazzo è stato assunto, quale categoria gli è stata attribuita, quante ore ha lavorato e quali eventuali riduzioni sono consentite.

Il contratto collettivo unico di lavoro di alberghi, ristoranti, bar e mense contiene già regole specifiche. La categoria 1/B prevede un livello di ingresso pari all’80% della categoria 1/A e, proprio per questo, non può essere ulteriormente decurtata. Per le altre categorie interessate, invece, l’eventuale riduzione della tariffa oraria lorda non può superare il 10%.

C’è poi un altro elemento. Per determinate assunzioni di studenti sono previsti sgravi contributivi che possono arrivare al 70%, purché vengano rispettati requisiti e procedure. Un’agevolazione pensata per favorire l’ingresso dei ragazzi nel mondo del lavoro, non per abbassare la loro retribuzione.

USOT: «Un’azienda che sbaglia non è il settore»

Proprio su questo terreno è arrivata la replica di USOT, che ha preso una posizione altrettanto netta su un punto: chi paga meno dei minimi contrattuali deve essere individuato e la situazione deve essere regolarizzata.

L’associazione degli operatori turistici contesta però il rischio di trasformare alcuni episodi in un’accusa rivolta a un intero comparto.

«Un’azienda che sbaglia non è il settore», è il concetto espresso da USOT, che ha chiesto a USL di mettere sul tavolo elementi più precisi: quante buste paga sono state analizzate, quanti ragazzi sono coinvolti, quante aziende e quale sia l’incidenza effettiva dei casi segnalati.

USOT ha inoltre dato la propria disponibilità ai controlli e invitato il sindacato, qualora disponga della documentazione, a trasmettere i casi anche in forma anonima agli organismi competenti.

Sul caso interviene anche Francesca Busignani di USL, che chiarisce come la denuncia del sindacato non sia rivolta all’intero settore turistico, ma alle singole situazioni finite sotto la lente. «E infatti non stiamo parlando di tutto il comparto. Abbiamo però ricevuto diverse segnalazioni di ragazzi con buste paga veramente vergognose. Sono contenta della presa di posizione di USOT, perché possiamo lavorare insieme per rimettere in riga chi non fa il proprio dovere e valorizzare le imprese virtuose». Una posizione che, dopo il botta e risposta dei giorni scorsi, sposta quindi il confronto sul terreno dei controlli e della verifica dei singoli casi, con entrambe le parti concordi sulla necessità di intervenire dove i minimi contrattuali non vengono rispettati.

La questione che resta aperta

Ed è probabilmente questo il punto sul quale il confronto può andare oltre lo scontro tra sigle.

Quanti sono davvero i giovani pagati sotto i minimi a San Marino? Si tratta di una manciata di situazioni irregolari oppure il problema è più esteso? E soprattutto, quanto dovrebbe guadagnare concretamente uno studente che per qualche settimana lavora in un bar, in un ristorante o in un albergo?

USL parla di «diverse segnalazioni». USOT chiede che vengano quantificate e verificate e, allo stesso tempo, dice di essere pronta a collaborare per individuare chi non rispetta le regole.

In mezzo ci sono i ragazzi. E una cifra, meno di quattro euro lordi all’ora, che ha inevitabilmente acceso i riflettori sul valore attribuito al loro lavoro.