C’è parecchio San Marino nella medaglia conquistata dall’Italia ai Giochi del Mediterraneo di Taranto. A mettersela al collo è stata Giulia Dal Pozzo, 21 anni, una delle giocatrici emergenti del padel internazionale, nata a Borgo Maggiore e cresciuta tra il Titano e Rimini.
Dal Pozzo ha conquistato l’argento nel doppio misto insieme a Marco Cassetta, al termine di un torneo che ha portato la coppia azzurra fino alla finale. Nell’ultimo atto sono stati i portoghesi Pedro e Sofia Araujo ad avere la meglio per 6-2, 3-6, 6-3, dopo una partita durata circa due ore. Gli italiani erano riusciti a rimettere in piedi il match vincendo il secondo set, prima dell’allungo decisivo dei portoghesi nel terzo.
Un argento che assume un peso particolare anche perché il padel era al debutto assoluto ai Giochi del Mediterraneo. L’Italia ha chiuso la competizione con quattro medaglie, più di qualsiasi altra nazione partecipante.
Prima della finale, Dal Pozzo e Cassetta avevano superato nettamente in semifinale i francesi Dylan Guichard e Louise Bahurel, battuti 6-4, 6-1.
Ma dietro alla maglia azzurra indossata oggi dalla giovane giocatrice c’è una storia profondamente legata a San Marino. Dal Pozzo è nata sul Titano il 15 febbraio 2005 e possiede la doppia cittadinanza. Sua madre è Francesca Guardigli, considerata la migliore tennista sammarinese di sempre, arrivata fino al numero 448 del ranking WTA in singolare e al 234 in doppio. È stata proprio la madre ad accompagnare Giulia nei primi passi nel mondo della racchetta.
Prima del padel, infatti, c’è stato il tennis. E già da giovanissima Dal Pozzo veniva indicata come uno dei talenti dello sport sammarinese. Nel 2017 vinse la Coppa delle Viole Under 12, mentre l’anno successivo conquistò in Austria il torneo Tennis Europe Under 14 di Bludenz sia in singolare sia in doppio. Sempre nel 2018 arrivò anche il titolo italiano Under 13 di doppio.
Poi il cambio di strada. Il tennis ha progressivamente lasciato spazio al padel, fino alla scelta di dedicarsi completamente alla nuova disciplina. Per competere a livello internazionale Dal Pozzo ha scelto di rappresentare l’Italia, possibilità garantita dalla doppia cittadinanza. In un’intervista al quotidiano spagnolo AS ha spiegato di essere di San Marino e di aver optato per l’Italia sul piano sportivo anche perché sul Titano il movimento del padel è ancora molto più piccolo.
Una scelta che l’ha portata rapidamente ai vertici. Il 2026 è stato l’anno dell’esplosione. Al Major di Roma, in coppia con la spagnola Nuria Rodríguez, Dal Pozzo è diventata la prima italiana a raggiungere una semifinale in un Major del circuito Premier Padel. Una corsa che l’ha proiettata rapidamente verso le prime posizioni della classifica mondiale.
A Roma è arrivata la consacrazione, ma i risultati sono proseguiti anche nelle settimane successive: un’altra semifinale a Valladolid e diversi piazzamenti nel circuito internazionale. Alla vigilia dei Giochi del Mediterraneo era arrivata fino al numero 28 del ranking mondiale, dopo aver iniziato l’anno molto più indietro.
Adesso c’è anche una medaglia ai Giochi del Mediterraneo. È d’argento, non d’oro, ma porta ancora una volta il nome di Giulia Dal Pozzo sul palcoscenico internazionale. E dietro la maglia dell’Italia rimane ben visibile quel filo che parte da Borgo Maggiore, passa per i campi sui quali è cresciuta tra San Marino e la Romagna e arriva oggi ai grandi tornei del padel mondiale.
