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Medio Oriente, tensione alta: progressi Iran-Usa ma accordo lontano

La crisi in Medio Oriente resta incandescente. L’Iran parla di “progressi” nei colloqui con gli Stati Uniti, ma chiarisce che un’intesa è ancora distante, mentre sul terreno la situazione continua a peggiorare.

Il nodo centrale è lo Stretto di Hormuz, che Teheran ha nuovamente chiuso in risposta alle mosse di Washington. La tensione è salita ulteriormente dopo che alcuni mercantili sono stati colpiti, mentre gli Usa, con Donald Trump, hanno risposto duramente: “Non potete ricattarci”, ribadendo anche il sostegno a Israele definito “grande alleato”.

Intanto lo scontro diplomatico si allarga. L’Iran attacca l’Unione Europea parlando di “retorica ipocrita sul diritto internazionale”, accusandola di non intervenire contro le azioni militari occidentali.

Sul fronte libanese, la tregua appare già fragile. Nel sud del Libano un soldato israeliano è stato ucciso e nuovi attacchi hanno colpito le forze Unifil, provocando la reazione della comunità internazionale. L’Italia ha definito quanto accaduto “inammissibile”, esprimendo cordoglio per le vittime.

In questo quadro instabile, continua anche il viaggio in Africa di Papa Leone, mentre la crisi rischia di allargarsi ulteriormente tra tensioni militari, scontri diplomatici e rotte commerciali sotto pressione.

This photograph taken on April 10, 2026, during a media tour organized by Hezbollah's media office shows a man holding a poster of slain Lebanese Hezbollah leader Hassan Nasrallaha as a digger clears the rubble of a building in Beirut's Hay al-Selloum neighbourhood, that was targetted in an Israeli strike earlier this week. The Israeli military said on April 10 that it had "dismantled" more than 4,300 Hezbollah sites in Lebanon since fighting with the militant group began last month. (Photo by FADEL itani / AFP) /