Tensioni in aumento in Cisgiordania, violenze dei coloni israeliani a livelli elevati e una situazione a Gaza che rimane fragile nonostante il cessate il fuoco. È il quadro tracciato dalle Nazioni Unite durante la riunione del Consiglio di Sicurezza di mercoledì 26 agosto, dedicata alla situazione in Medio Oriente e alla questione palestinese. (dppa.un.org)
A intervenire è stato Ramiz Alakbarov, vice coordinatore speciale delle Nazioni Unite per il processo di pace in Medio Oriente e coordinatore residente nei Territori Palestinesi Occupati. Al centro del briefing, in particolare, la situazione della Cisgiordania occupata, compresa Gerusalemme Est, dove l’Onu continua a registrare l’espansione degli insediamenti e un livello particolarmente alto di violenze legate ai coloni. (dppa.un.org)
Un quadro che Alakbarov aveva già descritto con toni molto netti nelle scorse settimane: “La Cisgiordania è a un punto di rottura”, aveva avvertito l’11 agosto davanti allo stesso Consiglio di Sicurezza, chiedendo di considerare la situazione un’emergenza che necessita di interventi urgenti. (unmissions.org)
Secondo i dati presentati dall’Onu, nel 2026 in Cisgiordania sono stati documentati oltre 1.430 episodi legati a coloni israeliani che hanno provocato vittime, danni alle proprietà o entrambe le conseguenze, interessando circa 260 comunità palestinesi. Al 10 agosto risultavano inoltre uccisi 76 palestinesi, tra cui 18 bambini, e tre israeliani. Circa 3.800 palestinesi sono stati sfollati dall’inizio dell’anno a causa delle violenze dei coloni, delle demolizioni e degli sfratti. (The United Nations in Palestine)
L’Onu ribadisce inoltre la propria posizione sugli insediamenti israeliani nei territori occupati. “Ribadisco che gli insediamenti non hanno valore legale”, ha affermato Alakbarov durante la riunione di mercoledì, richiamando il diritto internazionale. (anews.com.tr)
Rimane delicata anche la situazione nella Striscia di Gaza, dove episodi di violenza sono proseguiti nonostante il cessate il fuoco raggiunto nell’ottobre 2025. Le Nazioni Unite segnalano inoltre condizioni umanitarie ancora gravi, con difficoltà nell’accesso all’acqua, agli alloggi e ai beni essenziali. (securitycouncilreport.org)
Il richiamo delle Nazioni Unite resta quindi rivolto alla necessità di evitare un’ulteriore escalation, preservare il cessate il fuoco e mantenere aperta la prospettiva di una soluzione negoziata a due Stati, mentre la situazione sul terreno continua a essere considerata estremamente fragile. (The United Nations in Palestine)
Fonte: Nazioni Unite – Consiglio di Sicurezza, 26 agosto 2026.
