Mosca e la sua regione sono state investite nella notte dal più vasto attacco ucraino con droni dall’inizio della guerra, secondo quanto riferito dalle autorità russe. Il bilancio provvisorio parla di due morti e circa venti feriti, mentre resta difficile verificare in maniera indipendente il numero degli apparecchi impiegati.
Il governatore Andrei Vorobyov ha riferito che 249 droni sarebbero stati abbattuti o neutralizzati in 17 distretti della regione. Le due vittime sono state registrate nelle zone di Orekhovo-Zuyevo e Ramenskoye. Proprio qui un velivolo è precipitato sul tetto di un palazzo di 21 piani, provocando un incendio e costringendo all’evacuazione 400 persone, tra cui 70 bambini.
Danni sono stati segnalati anche nel villaggio di Sofyino, dove è stato colpito un edificio residenziale. In fiamme pure un grande complesso di magazzini. L’attacco ha inoltre mandato in tilt il traffico aereo: gli scali di Vnukovo, Domodedovo, Sheremetyevo e Zhukovsky hanno temporaneamente limitato partenze e arrivi, con voli cancellati o in ritardo.
Nel mirino è finita anche la raffineria di Mosca, nel distretto di Kapotnya. Testimoni hanno riferito di esplosioni e colonne di fumo, ma l’entità dei danni non è ancora chiara.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha successivamente confermato l’operazione, spiegando che sono state colpite infrastrutture legate all’industria petrolifera e alla logistica russa. Il raid è avvenuto nell’ultima giornata delle elezioni per la Duma, le prime parlamentari russe dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina.
