Ad aprire il confronto, in comma “comunicazioni”, è Carlotta Andruccioli (D-ML), che – in relazione al perfezionamento dell’accordo di associazione con l’Ue – chiede al Governo di chiarire quale strategia stia seguendo per preparare l’amministrazione pubblica, domandando se si punterà sulla riqualificazione del personale esistente o su nuove assunzioni, quali uffici saranno potenziati e come verrà organizzata la formazione. Sottolinea inoltre che “dopo i festeggiamenti credo sia necessario fare qualcosa di più” e ribadisce che “La preparazione all’accordo non è un elemento accessorio, ma una delle condizioni essenziali per affrontarlo. Non può essere presa sotto gamba e deve essere gestita senza improvvisazione, ma con capacità di programmazione.” Marco Mularoni (PDCS) definisce “assolutamente legittime” le domande poste e ricorda che una prima relazione sulla riorganizzazione della pubblica amministrazione era già stata presentata nei mesi scorsi. Evidenzia però che il lavoro richiederà tempo e invita a ripartire proprio da quella base per affrontare la fase di recepimento delle normative europee, sottolineando che “dopo la notizia positiva arrivata nel mese di luglio, il Governo e tutta l’Aula parlamentare devono iniziare a ragionare concretamente sulla terza fase dell’accordo.” Maria Katia Savoretti (RF) ritiene necessario un aggiornamento periodico sullo stato di avanzamento dei lavori e auspica che il segretario competente torni presto in Commissione per illustrare ciò che è stato fatto e ciò che resta da fare. Giuseppe Maria Morganti (Libera) amplia invece il ragionamento richiamando l’esperienza di Malta, sostenendo la necessità di creare una task force capace di mettere San Marino nelle condizioni di intercettare le opportunità offerte dall’Unione Europea e ricordando che i benefici dell’accordo “non arrivano automaticamente: bisogna essere capaci di intercettarli.” A nome del Governo risponde il Segretario di Stato Stefano Canti, che riconosce la legittimità delle richieste e conferma che il lavoro è già iniziato: riferisce che sono stati organizzati incontri con i dirigenti della pubblica amministrazione, sono stati nominati i “focal point” nei vari dipartimenti per seguire l’attuazione dell’accordo, è in preparazione un nuovo piano del fabbisogno del personale e che la nomina del nuovo dirigente della Funzione Pubblica è imminente. Annuncia inoltre la disponibilità del Segretario Andrea Belluzzi a tornare in Commissione dopo la pausa estiva con un aggiornamento dedicato.
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Segue quindi il comma numero 2, con il riferimento del Segretario di Stato Stefani Canti sulla bozza di riforma del Codice di procedura penale elaborata dall’Osservatorio del Processo Penale. Canti precisa anzitutto che si tratta del risultato di un lavoro condiviso tra magistrati, avvocati, accademici e istituzioni e invitando tutte le forze politiche a contribuire al suo miglioramento prima dell’avvio dell’iter legislativo. Il Governo sottolinea come la riforma non rappresenti una revisione radicale del sistema, ma un intervento di “manutenzione evolutiva” nato dall’analisi delle prassi applicative e orientato a rendere il processo penale più garantista, efficiente e coerente con i principi costituzionali e convenzionali. Viene evidenziato che il progetto punta a rafforzare le garanzie processuali, migliorare l’organizzazione del procedimento, tutelare maggiormente le vittime, razionalizzare il sistema delle impugnazioni e recepire gli standard internazionali, mantenendo un equilibrio tra diritto di difesa ed efficacia della giustizia. Particolare attenzione viene riservata alle misure contro la violenza domestica e di genere, con l’introduzione dell’allontanamento urgente dalla casa familiare disposto dalle forze di polizia e successivamente sottoposto alla convalida dell’autorità giudiziaria, oltre a interventi sul patteggiamento, sulle notifiche, sulla disciplina delle prove e sulla revisione delle sentenze. Nel concludere, il Segretario di Stato ribadisce che la proposta nasce da un ampio confronto tecnico e istituzionale e auspica che il percorso parlamentare possa svilupparsi con il contributo di tutte le forze politiche, affinché si arrivi a una riforma il più possibile condivisa.
Ilaria Baciocchi (PSD) definisce la riforma un intervento che “modernizza il processo penale sammarinese, rafforza il contraddittorio, valorizza l’oralità, la difesa tecnica e la presunzione di innocenza”, pur invitando a riflettere sull’impatto che il rafforzamento delle garanzie potrà avere sui tempi della giustizia e sulle risorse del Tribunale. Carlotta Andruccioli (D-ML) condivide la necessità di aggiornare un codice che, come le è stato riferito dagli operatori del settore, presenta norme “complicate e spesso ambigue”, ma sottolinea che occorre trovare “il giusto equilibrio tra la tutela del diritto di difesa e l’esigenza di garantire una giustizia chiara, coerente e celere”. Anche Marco Mularoni (PDCS) apprezza sia il metodo adottato dal Governo sia il lavoro tecnico svolto dall’Osservatorio del Processo Penale, osservando che quando la politica riceve “un prodotto di natura tecnica, elaborato da chi vive ogni giorno queste problematiche, il risultato non possa che essere positivo”. Richiama inoltre la necessità di monitorare gli effetti delle nuove norme sulla prescrizione e sul patteggiamento, ricordando che il sistema giudiziario sta attraversando una fase di riorganizzazione. Giuseppe Maria Morganti (Libera) concentra invece il proprio intervento sulle novità in materia di violenza di genere, giudicando particolarmente rilevante l’allontanamento immediato del soggetto violento dall’abitazione familiare, misura che, a suo avviso, “può realmente contribuire a salvare delle vite”, ed esprime quindi il sostegno del gruppo all’impianto complessivo della riforma. Più prudente Maria Katia Savoretti (RF), che spiega di non aver ancora avuto il tempo necessario per approfondire un testo ricevuto solo pochi giorni prima, pur riconoscendo che si tratta di “un intervento necessario” e chiedendo tempi adeguati per consentire alle forze politiche di formulare osservazioni e proposte. Nelle conclusioni il Segretario di Stato Stefano Canti ringrazia tutti i commissari per il contributo offerto e ribadisce che il progetto nasce proprio con l’obiettivo di eliminare le ambiguità interpretative accumulate negli anni, ricordando che il Codice di procedura penale risale al 1878. Conferma inoltre la piena disponibilità ad approfondire il confronto con maggioranza e opposizione prima della prima lettura, con l’obiettivo di arrivare a un testo “il più possibile condiviso” e ulteriormente perfezionato grazie al contributo della politica e dell’Osservatorio del Processo Penale.
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Al comma 3 si svolgono i riferimenti del Segretario di Stato Stefano Canti su una serie di Istanze d’Arengo in materia di giustizia. Canti illustra anzitutto il lavoro svolto dal Governo per dare attuazione all’istanza d’Arengo approvata dal Consiglio Grande e Generale nel settembre 2025, con la quale si chiede di introdurre nell’ordinamento sammarinese il reato di maternità surrogata. Il Segretario ricorda che il tema coinvolge “profili giuridici, etici, sociali e bioetici di assoluto rilievo”, toccando la tutela della dignità della donna, dei diritti del minore e della famiglia. Ripercorre il quadro normativo internazionale e nazionale, richiama gli orientamenti già espressi dal Consiglio Grande e Generale negli anni precedenti e spiega che la bozza predisposta introduce nel Codice penale una nuova fattispecie di reato, punendo chi realizza, organizza o pubblicizza la surrogazione di maternità o la commercializzazione di gameti ed embrioni, prevedendo inoltre la perseguibilità anche per i fatti commessi all’estero da cittadini sammarinesi o residenti, in linea con quanto richiesto dall’istanza d’Arengo. Ilaria Baciocchi (PSD) invita a distinguere il piano etico da quello giuridico, sostenendo che “il diritto penale sia lo strumento più forte di cui dispone uno Stato” e che debba rappresentare “l’extrema ratio, l’ultima risposta e non la prima”. Esprime inoltre forti perplessità sulla scelta di estendere la punibilità ai fatti commessi all’estero, osservando che “il principio di territorialità non rappresenta semplicemente un ostacolo da superare, ma uno dei limiti posti al potere punitivo dello Stato”. Sulla stessa linea Giulia Muratori (Libera), che precisa come la sua contrarietà al nuovo reato “non coincide necessariamente con un sostegno alla gestazione per altri o alla maternità surrogata”, ma nasce dal dubbio che la risposta penale sia realmente lo strumento più efficace. Richiama inoltre il superiore interesse del minore e pone interrogativi concreti sull’applicazione della norma, chiedendosi “come verrà accertato concretamente il reato” e come potrà funzionare la cooperazione giudiziaria con Paesi nei quali la pratica è lecita. Marco Mularoni (PDCS) ricorda come il Governo stia semplicemente dando attuazione a un’istanza d’Arengo approvata dal Consiglio Grande e Generale e sottolinea che, se il legislatore decide di vietare una determinata condotta, “deve affrontare il problema nella sua interezza” e non limitarsi a vietarla sul territorio nazionale lasciando che possa essere realizzata all’estero. Pur riconoscendo che il diritto penale dovrebbe essere l’extrema ratio, osserva che negli ultimi anni questo principio è stato spesso superato e ritiene necessario affrontare il tema senza “nascondere la testa sotto la sabbia”. Giuseppe Maria Morganti (Libera) distingue tra la commercializzazione della maternità surrogata, definita “un aspetto aberrante”, e le situazioni nelle quali una coppia ricorra alla gestazione per altri in un Paese dove è consentita e senza finalità economiche. A suo giudizio sarebbe opportuno differenziare queste fattispecie, evitando che la norma colpisca indistintamente situazioni molto diverse tra loro. Nelle conclusioni il Segretario di Stato Stefano Canti ribadisce che la bozza di progetto di legge nasce esclusivamente per dare attuazione all’istanza d’Arengo approvata dal Consiglio Grande e Generale e prende atto delle diverse sensibilità emerse nel confronto, dichiarandosi disponibile a promuovere un ulteriore approfondimento prima della presentazione del testo definitivo e affermando che “su questa proposta di legge sia necessario un ulteriore confronto” per valutare le osservazioni espresse dai commissari.
Per quanto riguarda l’istanza d’Arengo sulla tutela delle persone con disabilità vittime di discriminazione, il Segretario di Stato Stefano Canti riferisce che il Governo è al lavoro su una legge quadro in materia di non discriminazione, predisposta dal Dipartimento Affari Esteri nell’ambito del percorso di adeguamento dell’ordinamento sammarinese all’Accordo di associazione con l’Unione europea. Il provvedimento introdurrà una disciplina organica contro ogni forma di discriminazione e sarà affiancato dall’istituzione del Commissario per i diritti umani, figura che offrirà un canale di tutela rapido e accessibile, complementare a quello giurisdizionale. Secondo il Segretario, questi interventi consentiranno di dare piena attuazione alle richieste contenute nell’istanza. Infine, affrontando l’istanza relativa all’aggiornamento della normativa sull’affidamento dei minori, Canti spiega che l’obiettivo è riformare una disciplina ormai datata, regolamentando in modo più completo l’affidamento consensuale e quello giudiziale, rafforzando la continuità dei legami affettivi del minore e definendo criteri più chiari per la selezione e la formazione delle famiglie affidatarie. A questo scopo, il Governo, insieme al Dipartimento Affari Esteri, all’ISS e a un apposito gruppo di lavoro, sta predisponendo un testo normativo condiviso che disciplini in modo organico sia l’affidamento interno sia quello dei minori stranieri non accompagnati, nel rispetto dei principi sanciti dalla Convenzione ONU sui diritti del fanciullo.
