“L’oro è l’unica vera moneta universale”. Nadia Ottaviani (Geko Gold): “Conoscere è il primo investimento”

da | 2 Lug 2026

L’oro come strumento di tutela del risparmio, il suo ruolo nei mercati internazionali e l’interesse crescente da parte delle famiglie. Sono alcuni dei temi affrontati nell’intervista alla direttrice commerciale di Geko Gold, Nadia Ottaviani, che analizza l’evoluzione del mercato dei metalli preziosi e le prospettive del settore.

Dottoressa Ottaviani, negli ultimi anni avete cercato di avvicinare sempre di più le famiglie al mondo dell’oro. Qual era l’obiettivo?

«Abbiamo fatto il possibile per portare l’oro in mezzo alle persone e alle famiglie, cercando di sdoganare un tema che per tanti anni è stato percepito come qualcosa di lontano o riservato agli addetti ai lavori. In realtà l’oro è sempre esistito ed è l’unica vera moneta universale. La moneta che utilizziamo ogni giorno, quella che chiamiamo “fiat”, è una moneta di scambio riconosciuta dagli Stati e il suo valore si basa sulla fiducia. L’oro è diverso: è un bene che mantiene un valore riconosciuto ovunque. Se si va negli Stati Uniti bisogna cambiare gli euro in dollari, in Cina nella valuta locale. L’oro, invece, è riconosciuto in tutto il mondo.»

Quando si parla di oro viene subito in mente il concetto di “bene rifugio”. È davvero così?

«Sì, ma non è uno slogan. È un concetto supportato dalla storia e dall’economia, quindi da dati reali e non da opinioni. Basta osservare come è cambiato nel tempo il potere d’acquisto della moneta. È sufficiente guardare quanto costa oggi fare la spesa rispetto a qualche anno fa per capire la differenza tra una moneta destinata alla circolazione e uno strumento pensato per conservare il valore del risparmio.»

Negli ultimi anni i mercati hanno vissuto guerre, tensioni internazionali e forte volatilità. Come ha reagito l’oro?

«L’oro non è fuori dal sistema finanziario, quindi risente comunque delle dinamiche dei mercati. Dal 2021 a oggi ha registrato una crescita superiore al 140%. Nell’ultimo periodo abbiamo assistito a una fase di correzione, con un calo superiore al 20%, sia per l’oro sia per l’argento, ma si tratta di movimenti fisiologici. Per capire meglio basta confrontare questo andamento con quello di strumenti molto più volatili come il Bitcoin.»

Chi sceglie oggi di acquistare oro fisico?

«La maggior parte dei nostri clienti sono famiglie e piccoli risparmiatori. Da una parte ci sono persone che hanno la possibilità di destinare una parte dei propri risparmi all’oro. Dall’altra vediamo sempre più giovani che ragionano sul lungo periodo e aprono quello che noi chiamiamo un mandato di acquisto metallo: ci affidano l’incarico di acquistare ogni mese una determinata quantità di grammi di oro fisico. È un sistema che ricorda un piano di accumulo, con la differenza che si acquista metallo fisico anziché altri strumenti finanziari.»

Per avvicinarsi a questo settore è sufficiente avere interesse oppure servono competenze?

«Le competenze servono sempre. In qualsiasi settore bisogna capire quello che si sta facendo. È importante comprendere la differenza tra moneta circolante e moneta destinata al risparmio, conoscere come funziona il mercato del metallo fisico e informarsi prima di prendere qualsiasi decisione. Se una persona non possiede queste conoscenze può acquisirle, ma è fondamentale dedicare il tempo necessario.»

Qual è il consiglio che darebbe a chi si avvicina per la prima volta a questo mondo?

«Di conoscere, confrontare e non avere paura di fare domande. Solo quando si comprende davvero un meccanismo si può decidere con consapevolezza. L’informazione è sempre il primo passo.»

Qual è invece l’errore che vede più spesso?

«Pensare che tutte le proposte siano uguali. Non è così. Bisogna verificare come viene acquistato il metallo, quali costi vengono applicati, se ci sono anticipi da pagare, chi produce realmente i lingotti e chi invece svolge soltanto un ruolo di intermediazione. Sono aspetti fondamentali. La più grande nemica, in questo settore come in tanti altri, è la mancanza di conoscenza.»

Che prospettive vede per i prossimi mesi?

«In questo momento fare previsioni sarebbe poco serio, perché ci sono molti fattori che possono influenzare i mercati. Credo però che oggi sia necessario osservare quello che accade con una visione geopolitica. Gli effetti che vediamo a San Marino, in Italia o in Europa sono la conseguenza di dinamiche molto più ampie. Il mondo sta cambiando profondamente e dobbiamo imparare a leggere questi cambiamenti con uno sguardo sempre più internazionale.»

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REDAZIONE Insider SM

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