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Attualità

CSdL: “Le grandi aziende esentate dal contributo sulle rinnovabili: è giusto prevedere risparmi anche per i cittadini”

L’esenzione dal contributo sulle rinnovabili per le imprese a forte consumo energetico riapre il tema dei costi sostenuti dalle famiglie. Lo Sportello Consumatori chiede che forme di risparmio vengano previste anche per le utenze domestiche, con particolare attenzione ai nuclei maggiormente in difficoltà.

La presa di posizione arriva dopo la decisione dell’Autorità di Regolazione dei Servizi Pubblici e l’Energia che, su proposta dell’AASS, prevede dal prossimo ottobre l’esenzione per le aziende energivore dal contributo FER, destinato a finanziare gli incentivi alle energie rinnovabili.

L’associazione riconosce la necessità di tutelare la competitività delle imprese attraverso una riduzione dei costi energetici, ma sottolinea la necessità di intervenire parallelamente sui cittadini. «Andrebbero previste delle forme di risparmio anche per i cittadini, in particolare per le tante famiglie in difficoltà nell’affrontare gli aumenti del costo della vita», si legge nella nota.

Considerando che il fondo per le rinnovabili risulta in attivo e che la misura entrerà in vigore il primo ottobre, lo Sportello Consumatori sollecita AASS e Segreteria di Stato competente a studiare una riduzione del contributo FER anche per le utenze domestiche. L’associazione chiede inoltre di rilanciare gli incentivi per il fotovoltaico, la produzione di energia rinnovabile sul territorio e l’efficientamento energetico degli edifici.

Lo Sportello Consumatori torna poi sulla questione delle tariffe sociali per acqua, luce e gas. Secondo l’associazione, negli ultimi anni diverse famiglie sarebbero rimaste escluse dalle agevolazioni a causa dell’utilizzo del reddito lordo, anziché di quello imponibile, per verificare il rispetto della soglia prevista.

Il Decreto Delegato n. 117 del 10 agosto ha introdotto nuovi criteri, ribadendo come riferimento il reddito imponibile a tassazione ordinaria. Per l’associazione, tuttavia, le modifiche non sarebbero sufficienti ad ampliare in maniera significativa la platea dei beneficiari.

«Rimarranno escluse dalle tariffe sociali quasi tutte le famiglie che ne avrebbero bisogno», sostiene lo Sportello Consumatori, citando come esempio i nuclei di tre persone con un solo reddito da lavoro dipendente nei livelli contrattuali più diffusi del settore privato.

L’associazione annuncia infine che chiederà un incontro al Segretario di Stato competente, con l’obiettivo di ottenere una modifica dei requisiti in occasione della ratifica del decreto da parte del Consiglio Grande e Generale.