Attualità

Caso Epstein, Hefner avrebbe avvertito l’FBI già nel 2005

Hugh Hefner avrebbe segnalato all’FBI già nel 2005 le accuse contro Jeffrey Epstein formulate da una Playmate, ma l’allarme non avrebbe avuto seguito immediato. È quanto emerge, secondo quanto riportato da La Voce di New York, dai documenti legati a una causa promossa da 34 donne contro il governo americano.

Al centro della vicenda c’è Audra Christiansen, conosciuta come Audra Lynn e Playmate of the Month nell’ottobre 2003. La donna sostiene di aver raccontato a Hefner di essere stata violentata e successivamente coinvolta nella rete di traffico sessuale di Epstein.

Christiansen avrebbe chiesto proprio al fondatore di Playboy di rivolgersi all’FBI, ritenendo che la notorietà dell’editore avrebbe dato maggiore peso alla denuncia. Secondo la ricostruzione contenuta negli atti, Hefner avrebbe contattato più volte il Bureau e avrebbe ricevuto rassicurazioni sull’avvio di approfondimenti.

La donna sostiene però che gli investigatori non la contattarono fino all’ottobre del 2020, circa 15 anni dopo.

La presunta segnalazione risalirebbe a un momento particolarmente delicato. Nel marzo 2005 la polizia di Palm Beach aveva infatti aperto un’indagine su Epstein dopo la denuncia della famiglia di una quattordicenne, raccogliendo successivamente altre testimonianze. Il caso sarebbe poi arrivato all’attenzione dell’FBI.

Le 34 donne che hanno promosso la causa contro il governo statunitense sostengono che le autorità non abbiano dato adeguato seguito a segnalazioni credibili, consentendo alla rete di Epstein di continuare a operare e lasciando esposte altre potenziali vittime.

La vicenda coinvolge indirettamente anche la controversa figura dello stesso Hefner, morto nel 2017. Dopo la sua morte diverse ex compagne ed ex modelle di Playboy lo hanno accusato di comportamenti coercitivi e abusi all’interno della Playboy Mansion, accuse alle quali il fondatore della celebre rivista non ha potuto replicare.