La stampa andorrana su accordo di associazione: “Sarà di natura mista”

da | 18 Apr 2026

L’Accordo di associazione tra Unione Europea, Andorra e San Marino sarebbe ormai destinato a diventare un “accordo misto”. Una scelta giuridica che, se confermata nei prossimi passaggi istituzionali, cambierebbe profondamente il percorso di approvazione, spostando il baricentro da Bruxelles alle capitali europee.

Secondo quanto riportato da La Veu Lliure, fonti comunitarie avrebbero indicato che tutti gli Stati membri avrebbero già accettato questa impostazione. Si tratterebbe di un passaggio decisivo, perché nei mesi scorsi proprio la natura dell’accordo aveva rappresentato uno dei principali punti di confronto politico e tecnico all’interno del Consiglio dell’Unione Europea.

La qualificazione come “accordo misto” implicherebbe infatti che la ratifica non dipenderebbe soltanto dalle istituzioni europee, ma richiederebbe anche il via libera dei Parlamenti nazionali dei ventisette Stati membri. In altre parole, l’intesa dovrebbe attraversare un percorso molto più articolato e potenzialmente più lungo, esponendosi a dinamiche politiche interne a ciascun Paese.

Sul piano procedurale, il dossier si troverebbe ancora nella fase di esame da parte del gruppo di lavoro EFTA del Consiglio dell’UE, incaricato di affinare i testi giuridici relativi alla firma e all’eventuale applicazione provvisoria dell’accordo. Le riunioni previste per il 21 e il 28 aprile potrebbero risultare decisive per chiudere il quadro tecnico.

Se le tempistiche dovessero essere rispettate, il fascicolo potrebbe approdare il 6 maggio al COREPER, l’organo che riunisce gli ambasciatori permanenti dei ventisette Stati membri. Successivamente, l’11 maggio, l’accordo potrebbe essere inserito all’ordine del giorno del Consiglio Affari Esteri come punto “A”, cioè per un’adozione formale senza dibattito politico tra i ministri. Un passaggio che segnerebbe, di fatto, la conclusione della fase europea del negoziato.

Tuttavia, proprio la natura “mista” dell’accordo aprirebbe una fase successiva molto più complessa. La ratifica nazionale potrebbe infatti richiedere tempi variabili e non uniformi, con il rischio di rallentamenti legati alle agende politiche interne dei singoli Stati membri. In questo scenario, l’entrata in vigore dell’accordo potrebbe non essere immediata e dipendere da un mosaico di decisioni distribuite in tutta Europa.

Parallelamente, resterebbe sul tavolo il tema dell’applicazione provvisoria. Le istituzioni europee starebbero lavorando ai testi per consentire una possibile entrata in vigore parziale dell’accordo prima della ratifica completa. Tuttavia, il Governo andorrano avrebbe già espresso una posizione contraria a questa ipotesi, pur in presenza di una clausola che consentirebbe di proseguire il processo europeo anche senza l’adesione di uno degli Stati associati a questa fase.

Nel complesso, l’accordo sembrerebbe avviarsi verso il tratto finale del percorso europeo, ma con una prospettiva più articolata e meno lineare. La scelta di qualificarlo come “misto” rafforzerebbe il suo peso politico, ma allo stesso tempo ne complicherebbe il cammino, trasformando una decisione europea in un passaggio diffuso tra tutti i Parlamenti dell’Unione. Per San Marino, questo significherebbe entrare in una fase nuova, dove il destino dell’intesa non dipenderebbe più solo da Bruxelles, ma da un equilibrio molto più ampio e, per certi versi, imprevedibile.

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