Una sera di Rallylegend, ore 21:01, bordo speciale: un tifoso beve da una bottiglietta di plastica. Acqua o vodka? Da quel minuto la differenza vale mille euro, e a scoprirla dovrà essere un agente, al buio, in mezzo a migliaia di persone. È questa la prova speciale più dura dell’edizione 2026, e non la correranno i piloti.
I lettori ci sono arrivati subito: chi controlla?
E se il superalcolico lo compro prima delle 21 e lo travaso nella plastica? Si può.
Il decreto vieta vetro e metallo, non la plastica. E vieta di bere dopo le 21, non di avere la bottiglia nello zaino. I droni con termocamera vedono il calore di un corpo, non la gradazione di un bicchiere.
Poi ci sono i paradossi.
Per quattro giorni San Marino si riempie di gente venuta apposta per il rumore, e proprio allora è vietato farne con motoseghe anche senza catena, decespugliatori e congegni truccati.
Le auto da rally, per fortuna, sono escluse: nessuno le manderà in speciale col silenziatore.
L’alcol è vietato dalle 21 alle 3 e non prima.
Chi ha cominciato alle quattro del pomeriggio, alle nove ha già finito il lavoro.
Chi invece cena in un ristorante del perimetro dovrà rinunciare al calice. Non stupisce che uno dei commenti più apprezzati chieda lo stop per tutta la giornata.
E il perimetro arriva a 500 metri dalle aree di gara.
Nessuno girerà con la rotella metrica: il confine tra il bicchiere lecito e quello da mille euro lo tracceranno, ancora una volta, gli agenti.
I numeri fanno il resto.
L’anno scorso, secondo gli organizzatori, le presenze sono state oltre 110mila, più di tre volte gli abitanti della Repubblica. Quest’anno ci sono settanta addetti in più, oltre a telecamere, droni e body cam. Ma su chilometri di curve e boschi restano una rete a maglie larghe.
Eppure l’obiezione «tanto non controlleranno mai tutti» manca il punto.
Il decreto non serve a multare centodiecimila presenze. Serve a dare a chi sta in strada una regola chiara e una sanzione immediata contro una minoranza. È quella che l’anno scorso ha trasformato la festa in un bollettino medico, con i petardi lanciati sul pubblico della prova «La Casa» e otto feriti.
Da quest’anno c’è un conto da mille euro, che l’agente potrà presentare sul posto.
Vale per chi arriva con un fumogeno in tasca o accende la motosega alle due di notte. E chi ci riprova si ritroverà sulla soglia del Daspo.
Il Rallylegend 2026 non si misurerà sul numero delle multe, ma su quello delle ambulanze che non serviranno.
Per questo non basterà la divisa.
Servirà che il pubblico faccia la sua parte: la motosega può restare in garage, il bicchiere dopo le nove si può saltare.
Il rombo, quello vero, lo garantiscono le auto.
