Chi passa in questi giorni dalla rotonda di Serravalle non può non notarlo. Sul ponte campeggia un grande striscione con la scritta “World Champion 2026”, omaggio a Kimi Antonelli, che ha scelto di vivere a San Marino e che il Titano considera ormai un po’ anche suo.
Il titolo è arrivato domenica 1° novembre al Gran Premio del Messico, dove il terzo posto è bastato ad Antonelli per laurearsi campione del mondo di Formula 1. Un risultato che riscrive i libri di storia per due ragioni.
Con 20 anni e 68 giorni, il pilota bolognese diventa il più giovane campione del mondo di sempre.
Ed è il primo italiano a conquistare il titolo piloti dai tempi di Alberto Ascari, nel 1953: oltre settant’anni di attesa per un intero movimento sportivo. Il tutto alla sua seconda stagione nella massima categoria.
Già nei giorni scorsi il Segretario allo Sport aveva parlato di un’impresa destinata a restare nella storia e la Repubblica si sta preparando a una festa. Lo striscione di Serravalle ne è l’anticipazione più spontanea.
Al di là dell’orgoglio, la vicenda dice qualcosa sulla capacità di San Marino di attrarre talenti e personalità internazionali, che qui trovano qualità della vita, sicurezza e riservatezza. È un patrimonio di immagine che il Paese dovrebbe saper valorizzare con intelligenza e con misura, perché pochi ambasciatori sono più efficaci di un campione del mondo che dice di sentirsi a casa sul Titano.

