Il Likud di Benjamin Netanyahu è in testa quando in Israele è stato scrutinato circa il 50% delle sezioni, ma la maggioranza resta da conquistare. Il partito del premier uscente raccoglie il 20,81% dei voti, seguito da Yashar, la formazione dell’ex capo dell’esercito Gadi Eisenkot, al 17,06%. Sono risultati parziali: la distribuzione definitiva dei seggi resta aperta.
Gli exit poll di Channel 12 delineano una partita senza un vincitore in grado di governare da solo. Al Likud vengono assegnati 24 seggi, contro i 22 di Yashar. Nel confronto fra gli schieramenti, però, il blocco di Eisenkot risulta avanti con 52 seggi, mentre quello di Netanyahu si ferma a 50. Nessuno dei due raggiunge i numeri necessari per la maggioranza.
Netanyahu rivendica comunque il risultato e indica già la strada per il prossimo esecutivo: “il Likud è il partito più grande d’Israele e la coalizione ha una maggioranza. Per questo dobbiamo formare un ampio governo di destra nazionale e fare di tutto perché non venga formato un governo con il sostegno dei partiti arabi”.
La maggioranza annunciata dal premier non trova per ora conferma nei numeri degli exit poll. Lo scrutinio deve ancora stabilire i rapporti di forza definitivi tra i partiti e, soprattutto, quali alleanze potranno sostenere un governo.
Sul voto interviene anche Donald Trump, che attribuisce al proprio appoggio un ruolo nel risultato di Netanyahu: “con il mio sostegno Bibi è passato dalla sconfitta a quella che potrebbe essere anche una vittoria”.
