Telefonata tra Vladimir Putin, il presidente finlandese Alexander Stubb e il premier norvegese Jonas Gahr Store, in vista del prossimo round di negoziati sull’Ucraina previsto ad Abu Dhabi.
I due leader, collegati da Helsinki, hanno spiegato di aver parlato a nome dei rispettivi Paesi e non dell’Europa. L’obiettivo era trasmettere un messaggio diretto al presidente russo sulla necessità di arrivare a una soluzione diplomatica.
«Per porre fine alla guerra sono necessari colloqui diretti», ha dichiarato Stubb, sottolineando le conseguenze del conflitto sulla sicurezza europea.
Store ha invece richiamato gli enormi costi umani e materiali della guerra, chiedendo un allentamento delle tensioni.
La telefonata ha provocato una reazione di Palazzo Chigi, che ha sollecitato una posizione comune dell’Europa nei negoziati.
Secondo fonti della presidenza del Consiglio, occorre individuare rapidamente una o più personalità incaricate di rappresentare gli interessi europei nel processo di pace.
Per il governo italiano, l’assenza di un mandato condiviso rischia di indebolire il peso dell’Europa nelle trattative. L’Italia si è detta disponibile a contribuire alla definizione di una rappresentanza comune.
Dal Cremlino è arrivata intanto la conferma del colloquio. Putin ha ribadito che una pace duratura in Ucraina potrà essere raggiunta soltanto tenendo conto degli interessi della Russia.
Durante la conversazione sono state affrontate anche le garanzie di sicurezza nel Mar Baltico e nell’Europa settentrionale, con un richiamo al rispetto del diritto marittimo internazionale e della libertà di navigazione.
