Giulia Muratori (Libera): “La legalità è la condizione necessaria per una crescita sana, credibile e duratura”

da | 14 Mag 2026

Intervento di Giulia Muratori nella seduta del Consiglio Grande e Generale del 14 maggio 2026.

Giulia Muratori (Libera): Mi inserisco anch’io nel dibattito sulla relazione elaborata dalla Commissione consiliare sul fenomeno delle infiltrazioni della criminalità organizzata. È una relazione che, a mio avviso, mette in luce, andando anche in linea con quelle che erano le precedenti relazioni delle commissioni passate, il fatto che San Marino non può permettersi né superficialità né sottovalutazioni in merito alla criminalità organizzata. Allo stesso tempo però sarebbe profondamente sbagliato utilizzare questa relazione, questo documento, per alimentare allarmismi o per trasmettere l’idea di un Paese fuori controllo. La relazione infatti dice una cosa ben precisa: San Marino è un Paese sicuramente esposto a questo fenomeno. Esposto perché è inserito geograficamente in un contesto complesso, tra territori italiani dove le organizzazioni criminali operano da sempre. È un territorio esposto perché alcuni comparti economici possono essere utilizzati come strumenti di riciclaggio, frode fiscale o movimentazione opaca di capitali. Ed è proprio qui che si inserisce la riflessione e che le istituzioni devono fare la propria parte. La criminalità organizzata non si presenta più soltanto con i modelli tradizionali che avevamo imparato a conoscere negli anni passati. Oggi agisce attraverso sistemi sofisticati, societari, finanziari e commerciali. Si infiltra dove i controlli sono più deboli, dove i dati non dialogano tra loro, dove la velocità delle operazioni economiche supera la capacità di reazione della macchina pubblica e degli apparati pubblici. I settori che emergono chiaramente nella relazione sono quelli maggiormente attenzionati. Penso al comparto del beverage e delle bevande alcoliche, dove emergono dinamiche anomale nelle importazioni e tentativi di elusione dei controlli tramite frammentazione delle operazioni sotto soglia. Le importazioni in tale settore sono cresciute in modo esponenziale dal 2022 al 2024, con evidenti anomalie. Alcune società sammarinesi collegate a imprese italiane sono state utilizzate per il riciclaggio attraverso triangolazioni commerciali.Molti degli attori che operano in questo settore si stanno fra l’altro spostando in altri ambiti affini, come il caffè, i prodotti per l’igiene e le batterie, e ci sono indagini in corso che hanno rivelato anche legami con clan siciliani e ambienti ’ndranghetisti. Poi c’è il settore dell’e-commerce, che oggi rappresenta probabilmente una delle aree più delicate. Nei soli primi quattro mesi del 2025 SICAE ha ricevuto, come leggevamo nella relazione, 3.440 telefonate per truffe online. Il problema riguarda i pagamenti in contrassegno, difficilmente tracciabili, la pubblicità ingannevole con spedizioni di prodotti non conformi e l’utilizzo di strutture societarie opache. Poi c’è il commercio dei veicoli, altro settore che abbiamo analizzato e che presenta numerosi profili critici: sottofatturazione di auto usate, falsificazione di documenti, reimmatricolazione di veicoli sottoposti a vincolo giudiziario e utilizzo di nominativi di società sammarinesi per immatricolare vetture in Italia. Ci sono altri settori sotto osservazione. Il commercio di metalli preziosi ha visto di recente, dal 2023 al 2024, un fatturato raddoppiare in maniera considerevole. Nel settore delle armi softair è stato aperto un procedimento penale relativo a pistole acquistate a San Marino e successivamente trasformate in armi vere. Nel settore dei giochi della sorte, 27 segnalazioni riguardavano soggetti con precedenti penali, prevalentemente stranieri, che si recavano a San Marino esclusivamente per giocare. Merita attenzione anche un tema che nella relazione non emerge perché di recente emersione sulla stampa: il mercato delle opere d’arte, delle case d’asta e dei beni di lusso. Certamente non si vuole criminalizzare un settore che ha un valore culturale ed economico assolutamente importante, ma va attenzionato perché è evidente che si tratta di ambiti dove il valore economico dei beni può essere difficilmente verificabile, dove le movimentazioni internazionali possono diventare particolarmente complesse e dove possono crearsi aree grigie che meritano attenzione preventiva. La vera sfida oggi è questa: passare da un sistema di controlli prevalentemente formale ad un sistema di controlli integrato, preventivo ma anche efficace. Spesso le banche dati non comunicano tra loro, esistono sovrapposizioni di competenze, i tempi amministrativi e investigativi non sono sempre adeguati alla rapidità dell’economia attuale, alcuni strumenti investigativi risultano ancora insufficienti o troppo lenti. Ma soprattutto quello che emerge è che non basta avere buone leggi. Ciò che manca è una piena capacità operativa. Dalle audizioni è emerso tantissimo questo aspetto ed è un elemento che abbiamo cercato di evidenziare anche nella relazione. Credo che oggi l’Aula tutta e le istituzioni debbano dare risposte concrete a questo deficit di operatività. Occorre sicuramente rafforzare il tavolo congiunto per la vigilanza e il controllo delle attività economiche, rendendolo sempre più operativo e coordinato, soprattutto nell’incrocio dei dati. Occorre investire e sviluppare piattaforme informatiche centralizzate che consentano l’incrocio immediato dei dati relativi agli operatori economici, ai beneficiari effettivi, alle movimentazioni sospette e agli assetti societari, quindi investire negli strumenti e nelle risorse informatiche. Occorre rafforzare gli strumenti investigativi e di cooperazione internazionale, ma soprattutto, e questo credo sia il punto centrale, occorre dotare gli uffici pubblici, le autorità di vigilanza e le forze dell’ordine delle risorse umane, tecnologiche e informatiche necessarie. La criminalità economica evolve rapidamente e lo Stato deve essere altrettanto rapido. Investire in personale qualificato, in formazione specialistica — cosa che ci è stata più volte richiesta durante le audizioni — e investire nei sistemi informatici e nelle competenze digitali non deve essere visto come un costo. È un investimento sulla sicurezza economica, sulla credibilità internazionale e sulla tutela della nostra Repubblica. Dobbiamo inoltre evitare, a mio avviso, un errore politico inutile e pericoloso, ovvero quello di contrapporre legalità e sviluppo. La legalità non deve essere vista come un ostacolo alla crescita economica. La legalità è la condizione necessaria per una crescita sana, credibile e duratura. Un Paese trasparente attrae investimenti seri. Un Paese opaco attira capitali opachi. Per questo credo che questa relazione non debba essere letta soltanto come un documento di denuncia, ma come una vera e propria agenda di lavoro istituzionale per difendere non soltanto il nostro sistema economico, ma soprattutto la reputazione stessa della Repubblica di San Marino. 

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