Intervento di Andrea Menicucci nella seduta del Consiglio Grande e Generale del 14 maggio 2026.
Andrea Menicucci (RF): Tra gli scopi di questa Commissione c’è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica e le altre istituzioni dello Stato, al fine di creare un opportuno contesto di allerta sociale nei confronti dei pericoli derivanti da possibili infiltrazioni di criminalità organizzata. È fondamentale, credo, non partire solo da questa relazione, ma dalla relazione depositata nel 2022, una relazione che ormai ha quattro anni e che ci parla di un quadro legato sia ai fenomeni distorsivi dell’economia emersi nella precedente relazione sia alle mancanze che la filiera dei controlli e le istituzioni sammarinesi avevano, e che è rimasto pressoché immutato nel corso di questi quattro anni. Purtroppo bisogna sancire che quella relazione è rimasta lettera morta. Ci sono tanti aspetti, come per esempio il reinserimento nell’ordinamento del codice penale sammarinese dell’articolo 199 ter, eliminato da una sentenza che ne ha dichiarato l’incostituzionalità; oppure, ad esempio, era stato richiesto un maggiore coordinamento tra le forze di polizia, ma anche tra le forze di polizia, gli uffici della pubblica amministrazione e le agenzie che fanno parte della filiera dei controlli; o ancora era stata chiesta, sempre quattro anni fa, una nuova disciplina organica e aggiornata legata proprio ai nuovi fenomeni tecnologici che andavano a investire il comparto economico sammarinese, oltre alla valutazione di rafforzare la presenza umana, le figure che all’interno degli uffici e delle forze dell’ordine si occupano dei fenomeni di contrasto alle attività criminali organizzate sul territorio, fornendo loro adeguati strumenti e la possibilità di partecipare a corsi di formazione per essere sempre più pronti di fronte a fenomeni che mutano volto molto spesso. C’è poi anche un altro tema. Oltre a questi compiti che purtroppo le istituzioni non hanno svolto, c’è anche il tema legato a tutti quei settori che erano stati in qualche modo evidenziati già quattro anni fa e che erano stati evidenziati anche nelle relazioni del tavolo congiunto, dalle quali siamo partiti per la scrittura e la stesura di questa relazione. Mi riferisco al settore dell’import-export e soprattutto al settore del beverage, al quale oggi non è stata data una risposta adeguata di contrasto. Proprio da questo contesto la Commissione attuale è partita, valutando anche la contestualizzazione geografica della Repubblica di San Marino, perché non dobbiamo dimenticare che ci troviamo in una zona d’Italia in cui l’economia, per fortuna, ha uno sviluppo molto intenso. Inoltre, essendo una zona con un tessuto economico particolarmente sviluppato, anche i collegamenti internazionali che permettono alla nostra Repubblica di prosperare rappresentano però, dall’altro lato, la possibilità che determinate situazioni legate agli ambiti della criminalità organizzata possano svilupparsi anche a livello internazionale. Per questo motivo abbiamo deciso, come Commissione, di audire tutta una serie di rappresentanti e di soggetti che si muovono all’interno di quella filiera dei controlli più volte esplicitata nella relazione della Commissione antimafia. Analizzando le audizioni e tutti i documenti presentati da questi soggetti, abbiamo riscontrato che i settori attenzionati dalle autorità che si occupano del controllo delle attività economiche e dalle forze di polizia sono pressoché rimasti invariati rispetto alla relazione del 2022. Si tratta ancora una volta del settore del beverage, del settore dell’import-export degli autoveicoli, e a questi si aggiungono il settore dell’e-commerce, i settori legati ai metalli preziosi, all’arte, ai prodotti per fumatori e anche alcune problematiche legate ad aerei e imbarcazioni registrati presso la Repubblica di San Marino. Basta leggere il passaggio in cui la Guardia di Rocca spiega come i fatturati legati alle società del beverage siano quintuplicati nel giro di tre o quattro anni dal momento in cui sono stati attenzionati questi settori. Oppure ancora il settore dell’e-commerce, che è diventato, secondo i rapporti di buona parte degli uffici che abbiamo potuto audire in Commissione, il settore forse che desta più preoccupazione, perché sono arrivate nel giro di soli quattro mesi, nel 2025, migliaia e migliaia di reclami e telefonate agli uffici preposti della nostra piccola Repubblica. Sono fenomeni che, da un certo punto di vista, hanno un lato di danneggiamento del sistema interno, perché, come hanno detto altri consiglieri, noi abbiamo un sistema economico formato non solo da società e realtà nate nel periodo recente, ma anche da operatori economici che si muovono e operano all’interno dell’economia della Repubblica di San Marino da diverso tempo, e che molto spesso devono pagare loro stessi le conseguenze degli strumenti di lotta posti in essere per arginare fenomeni di questo tipo. Credo ci sia anche un lato al quale dobbiamo prestare molta attenzione, che è quello dell’immagine e del profilo esterno delle dinamiche legate alla presenza di criminalità organizzata nella Repubblica di San Marino. La Repubblica di San Marino, abbiamo avuto modo di leggerlo nella relazione, figura all’interno di alcune indagini della DIA. Questo, alla luce dei rapporti che dobbiamo avere con la Repubblica Italiana, ma soprattutto alla luce dei rapporti che stiamo costruendo da anni per garantire credibilità e affidabilità del nostro sistema Paese anche agli interlocutori dell’Unione Europea, credo sia meritevole di attenzione. Credo che la parte descrittiva della relazione debba essere affiancata chiaramente anche ad una parte propositiva, e quindi quello che la relazione, dunque la Commissione, chiede alle istituzioni di questo Paese è innanzitutto di rivedere gli strumenti di segnalazione, in modo che le persone e i professionisti che si trovano a dover segnalare eventuali attività sospette non si trovino davanti a meccanismi farraginosi e complessi. Soprattutto bisogna in tutti i modi mantenere l’anonimato del segnalante. C’è anche la necessità di velocizzare i sistemi di verifica, di controllo e tutte le procedure della filiera dei controlli, perché l’economia corre, galoppa, i fenomeni sono velocissimi e i nostri sistemi, benché ci diano la possibilità di prevenire parte di quello che è il sottobosco sommerso di relazioni che la criminalità organizzata intesse all’interno dell’economia sammarinese, sono comunque strumenti che purtroppo hanno una lentezza rispetto alla velocità con cui il danno economico viene perpetrato dai soggetti che operano nella Repubblica di San Marino, facendo sì che il danno economico venga posto in essere e lo strumento di prevenzione arrivi purtroppo in ritardo. C’è poi nuovamente la richiesta della riscrittura dell’articolo 199 ter del codice penale, in modo tale che possa essere normato quell’aspetto eliminato dall’ordinamento dalla sentenza di costituzionalità, oltre all’introduzione di una vera e propria normativa legata alle intercettazioni. Vado verso le conclusioni, perché credo che questa relazione ci dia un’immagine oggettiva di quella che è oggi la Repubblica di San Marino: uno Stato che purtroppo si trova spesso preda di attività legate alla criminalità organizzata, uno Stato che ha un sistema di controlli che per certi versi è efficace, ma che deve fare i conti con alcuni aspetti di questa filiera che dovrebbero essere implementati e migliorati sempre di più, per evitare che l’intero comparto del sistema Paese venga danneggiato. Da un lato dobbiamo ricordare che tutti questi fenomeni non solo minano la credibilità della Repubblica di San Marino e l’immagine che la Repubblica di San Marino ha costruito in questo ultimo periodo, cercando di ripulirsi da tutte quelle situazioni che ne avevano profondamente minato la credibilità, ma soprattutto sono fenomeni che nulla hanno a che vedere con l’economia sana di questo Paese, che nulla portano di positivo a questo Paese se non alle persone che chiaramente si trovano ad avere ruoli all’interno di società che purtroppo perseguono scopi economici diversi da quelli per i quali dovrebbero essere costituite. Credo che aver dato lettura di questa relazione e aver generato un dibattito in sede pubblica abbia avuto il duplice pregio di dare alle istituzioni, allo stesso Consiglio Grande e Generale e soprattutto al Congresso di Stato l’immagine di quella che è la Repubblica di San Marino: l’immagine di un Paese che cerca di smarcarsi da determinati fenomeni, ma sul quale devono ancora essere investite forze, risorse e attenzione.





