Intervento di Emanuele Santi nella seduta del Consiglio Grande e Generale del 14 maggio 2026.
Emanuele Santi (Rete): Vorrei ringraziare i commissari che hanno fatto parte, come me, della Commissione antimafia per il lavoro e per il confronto, a volte anche aspro, che abbiamo portato avanti e per il risultato che abbiamo prodotto in questi anni. Faccio parte di questa Commissione dal 2020 e già nel 2021 c’erano segnali di alcune attività e di alcuni settori infiltrati dalla malavita organizzata. Da allora c’è stata un’altra relazione nel 2022, che aveva segnalato una serie di elementi ed è rimasta segreta perché, bisogna dirlo, questo Paese molte volte è un po’ restio a parlare dei fenomeni malavitosi. Non perché qualcuno voglia dare un’immagine negativa del Paese. Nessuno vuole dare un’immagine negativa del Paese. Qui bisogna dare un’immagine di quello che succede in questo Paese. Deve esserci consapevolezza che non siamo immuni o esenti da infiltrazioni malavitose. Questo non significa dire che il Paese sia totalmente invaso da questi fenomeni. Abbiamo una parte, magari anche minima, dell’economia che purtroppo presenta, soprattutto in alcuni settori, queste distorsioni. Voglio anche dire che la maggior parte degli operatori sono seri, così come sono seri anche molti operatori che lavorano nei settori sensibili, operatori storici che lavorano da anni e che subiscono le conseguenze di poche società che aprono e chiudono, truffano lo Stato, fanno evasioni e operano contro gli interessi dello Stato. Noi dobbiamo preservare queste società serie, però ci sono anche società, in alcuni settori, coinvolte in questi traffici. I settori sono quelli delle auto, del beverage, del commercio online, delle criptovalute, del compro oro, della logistica. Nel 2023 è stato costituito un tavolo congiunto per monitorare le attività economiche. Questo tavolo congiunto ha fatto relazioni nel 2023, nel 2024 e nel 2025, fra l’altro allegate, purtroppo solo per i consiglieri, a questa relazione. Il dato che emerge è questo: quello che scrivevamo nel 2022 è ancora presente nel 2026. Come mai? Probabilmente il problema è stato sottovalutato o non si è voluto affrontare. Io invece devo dire che purtroppo, fino ad oggi, e alcuni episodi lo dimostrano, c’è stata una vera e propria volontà politica di non affrontare il tema. Significa che probabilmente per il Governo questo tema non è un tema rilevante, e invece lo deve diventare, perché la Commissione dopo le audizioni ha messo in fila tutta una serie di casi ed esempi emblematici. E qui lo voglio ribadire: quando parliamo di certi settori e di certe attività non si può generalizzare. A fronte di tante società serie che operano tutti i giorni con mille difficoltà, ci sono società che in certi settori operano in maniera truffaldina. Sul settore auto sono anni che ci sono notizie sui giornali, anche italiani, e alla Commissione sono state riportate almeno una decina di società che hanno collegamenti con associazioni malavitose. Quindi non possiamo limitarci ai casi in cui magari il nostro Stato è stato colpito indirettamente. Ci sono vicende e casi importanti in cui San Marino è coinvolto in traffici internazionali di grossissime entità con la Germania, con la Repubblica Ceca e con altri Paesi, e li abbiamo citati. Il settore del beverage è uno di quei settori che ha visto in tre anni l’esplosione dei fatturati. Gli operatori storici si attestavano sempre sui 30, 40, 50 milioni di euro. Dal 2022, con 64 milioni, si è passati al 2023 con 104 milioni e al 2024 con 170 milioni. Nel giro di due anni i volumi si sono triplicati. Questo è un dato significativo, da tenere monitorato. Abbiamo lo stesso aumento nel settore dei metalli preziosi. Anche sulle criptovalute ci sono vicende giudiziarie pendenti già da anni, non ci sono le leggi adeguate e alcuni cittadini sono stati truffati. Ci sono casi riguardanti soprattutto il traffico di droga, ma anche altri traffici, su navi e aerei sammarinesi, e abbiamo registri navali e aerei ai quali le forze di polizia ci dicono di non poter accedere. Questo è un problema. Abbiamo visto qualche mese fa la notizia di una nave nel Mar Nero colpita da una bomba, una nave battente bandiera sammarinese. Per quali ragioni? Su quelle navi la giurisdizione e il Tribunale che deve indagare sono quelli sammarinesi. Noi stiamo sottovalutando, su certi aspetti, problemi enormi. Tutto quello che viene messo in evidenza dalla Commissione è quanto ci hanno riferito le persone audite. Io credo che non vada assolutamente sottovalutato. Alla luce di questo però voglio essere propositivo. Di acqua sotto i ponti ne è passata. In quest’Aula, nella scorsa legislatura, ci siamo spesso scontrati su questo tema. Le relazioni del 2022, del 2023 e del 2024 del tavolo congiunto avevano degli elementi, ed è emersa chiaramente la volontà politica di non intervenire. La Commissione ha messo in luce, nel capitolo 5, tutta una serie di interventi, esattamente 24, che sono lì sul tavolo. Alcuni probabilmente dovevano venire fuori già diverso tempo fa, ma non l’abbiamo fatto. Questa Commissione ha fatto di fatto la diagnosi, ma la diagnosi la conosciamo già da quattro anni. Adesso è ora di intervenire con la terapia, e la terapia è indicata nel capitolo 5, nei punti che, a mio avviso, bisogna che Governo e Aula, all’unisono, prendano in considerazione, prendendo coscienza del problema che oggi abbiamo e soprattutto della necessità di prevenire questi fenomeni. Sono interventi anche semplici che ci hanno segnalato gli organismi di polizia e gli organismi di controllo, e che si possono mettere in campo già domani. Per questo presenteremo, e cercheremo di condividerlo anche con le altre forze, un ordine del giorno affinché la lettura del passato la chiudiamo. Oggi siamo nel 2026, ci sono possibili interventi da fare. È necessario che quest’Aula, quando si parla di cura e di prevenzione di questi fenomeni, faccia un atto comune e, con un ordine del giorno, dia un mandato immediato, entro pochi mesi, per intervenire sulle linee guida che la Commissione ha indicato al capitolo 5. Ormai sono anni che ci vengono segnalate le distorsioni e sono anni che ci vengono date possibili linee guida per intervenire in certi settori e arginare certi fenomeni. Tuttavia, questo lo devo dire, c’è stata una completa inattività da parte del Governo rispetto a questi fenomeni. Oggi abbiamo una grande occasione. Abbiamo l’occasione di prendere coscienza dello stato dell’arte. Qui non si vuole creare allarmismo, ma non si può più sottovalutare. Penso che intervenire su alcuni settori in questa direzione andrebbe proprio a tutela dell’economia sana, che tutti i giorni alza la saracinesca delle proprie attività. Mi vengono in mente le società di auto. Abbiamo una quindicina di operatori storici che, dopo il decreto del 2023, perché non si è voluti intervenire internamente e ce lo ha fatto l’Italia, sono state completamente messe in difficoltà per colpa di una decina, venti operatori che operano truffaldinamente. Hanno messo in ginocchio anche quei dieci, quindici, venti concessionari e rivendite, che conosciamo bene, che lavorano seriamente da 30, 40, 50 anni. Questo non ce lo possiamo permettere. Così in tutti i settori dobbiamo assolutamente prevenire che ci siano società o prestanome che aprono società, truffano e lasciano debiti monofase, triangolazioni IVA, mettendo di fatto in cattiva luce il nostro Paese, con ripercussioni che poi ricadono su chi veramente tutti i giorni fa fatica ad arrivare a fine mese. Il mio auspicio è che, appena termineremo di compilare questo ordine del giorno, l’Aula possa dare un mandato forte al Governo e a tutta l’Aula stessa, assumendo consapevolezza che il problema non può essere sottovalutato e soprattutto che adesso non si può più scherzare.





