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Attualità

Giovagnoli e Casali investiti, davanti il semestre dell’Accordo Ue

Gerardo Giovagnoli e William Casali sono i nuovi Capitani Reggenti della Repubblica. Il passaggio dei poteri si è compiuto questa mattina a Palazzo Pubblico con la formula di giuramento in latino, letta dal Segretario di Stato per gli Affari Interni, e con lo scambio del Collare di Gran Maestro dell’Ordine di San Marino. Per entrambi è la prima volta alla Suprema Magistratura: il loro semestre va dal 1° ottobre 2026 al 1° aprile 2027 e si aprirà, fra diciotto giorni, con la firma dell’Accordo di Associazione con l’Unione europea.

È proprio su quella data che i due hanno costruito il discorso d’ingresso. Il 19 ottobre, hanno ricordato, San Marino firmerà un accordo il cui percorso «affonda le proprie radici in oltre un decennio di negoziato». E hanno scelto una formula che è anche un programma: «La firma dell’Accordo non chiude una pagina, ma ne apre una nuova, affidando alle nostre Istituzioni il compito di trasformare il percorso compiuto in nuove opportunità». A chi teme l’effetto sull’identità sammarinese hanno risposto che «il percorso associativo non comporterà alcuna rinuncia alla nostra identità. Al contrario, sarà l’occasione per portare nella dimensione europea ciò che San Marino è». All’Italia hanno riconosciuto «lo status di nostro primo alleato nel percorso di maggiore integrazione europea».

L’Orazione Ufficiale è stata pronunciata da Imma Tor Faus, ministra degli Affari Esteri del Principato di Andorra, presentata dal Segretario di Stato per gli Affari Esteri Luca Beccari. La sua è stata una lezione sui piccoli Stati tenuta da chi ha percorso la stessa strada: «La sovranità non si misura in chilometri quadrati, così come l’influenza non si misura esclusivamente in base alla popolazione o al peso economico».

Tor Faus ha ripercorso il cammino di Andorra, l’unione doganale con la Comunità europea del 1990, la Costituzione del 1993, l’ingresso nel Consiglio d’Europa nel 1994 sei anni dopo San Marino, fino alla trattativa condotta insieme con Bruxelles: «Due Stati caratterizzati da identità storiche uniche nel loro genere hanno scelto di negoziare insieme un nuovo rapporto, salvaguardando al contempo la propria sovranità». A luglio il Consiglio dell’Unione europea ha autorizzato la firma e l’applicazione provvisoria dell’Accordo. «Essere un piccolo Stato non significa essere isolati», ha detto. «Un paese piccolo non ha bisogno di parlare ad alta voce. Deve parlare in modo chiaro, coerente e con convinzione».

Nel discorso della nuova Reggenza c’è però molto altro. Sul fronte internazionale, il richiamo alla neutralità attiva: «Nessun conflitto può trovare una soluzione duratura attraverso la sola forza e nessuna pace può essere costruita attraverso la negazione dell’altro». E un passaggio esplicito di plauso «al progetto di accoglienza in favore di cittadini palestinesi e allo sforzo del nostro Stato a farsi prossimo».

Un capitolo è dedicato alla tecnologia. Giovagnoli e Casali hanno ricordato la firma, nel 2024, della Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sull’intelligenza artificiale, i diritti umani e lo Stato di diritto, e hanno posto la questione in termini netti: «Governare la tecnologia significa decidere ciò che vogliamo delegare e ciò che deve rimanere responsabilità dell’uomo». Con una frase che lega le due cose: «Ogni epoca ha chiesto alla Repubblica di utilizzare strumenti nuovi per proteggere valori antichi».

Sui giovani la formulazione è quella che più si discosta dal rituale: «Non sono soltanto coloro ai quali consegnare la Repubblica di domani: sono già oggi protagonisti della sua trasformazione». E alle istituzioni è arrivato un richiamo diretto, con il Consiglio Grande e Generale indicato come il luogo in cui il confronto deve essere «plurale e non pregiudiziale», e una definizione della carica che vale come perimetro del mandato: «La Reggenza non appartiene a chi temporaneamente la esercita, ma appartiene alla Repubblica».

La cerimonia era cominciata con l’alzabandiera in Piazza della Libertà e si era spostata a Palazzo Valloni, dove i Reggenti eletti hanno ricevuto l’omaggio del Corpo diplomatico e consolare e l’indirizzo di saluto del Nunzio Apostolico monsignor Edgar Peña Parra, alla sua prima volta in quella Sala. Il corteo ha poi attraversato le contrade fino a Palazzo Pubblico per l’incontro con la Reggenza uscente, Alice Mina e Vladimiro Selva, e quindi alla Basilica del Santo per la Messa solenne celebrata dal vescovo di San Marino-Montefeltro, monsignor Domenico Beneventi.

Nel discorso è tornata anche la visita di Papa Leone XIV del 22 agosto, con la definizione che il Pontefice riservò alla Repubblica, «laboratorio di buone pratiche», ripresa come un compito più che come un complimento. E la chiusura è andata a cercare Carducci e la sua «libertà perpetua»: «Non soltanto un’eredità da custodire, ma una promessa da rinnovare».

Giovagnoli e Casali investiti, davanti il semestre dell’Accordo UeGiovagnoli e Casali investiti, davanti il semestre dell’Accordo Ue

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