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Attualità

Gattini chiusi in un sacchetto e gettati tra i rifiuti. APAS annuncia denuncia e chiede di verificare le telecamere

Due gattini appena nati chiusi dentro un sacchetto di plastica e gettati in un bidone dell’immondizia. È quanto accaduto nella serata di ieri, 9 agosto, nei pressi del parcheggio dell’ospedale di Stato di San Marino. I piccoli sono stati trovati ancora vivi e messi in salvo dopo l’intervento di alcuni cittadini. Sul caso interviene APAS, che annuncia la presentazione di una denuncia per abbandono di animali e auspica che le telecamere presenti nella zona possano aiutare a individuare i responsabili.

A permettere il ritrovamento sono stati alcuni passanti che hanno sentito provenire dal bidone deboli miagolii. “A fare la differenza, questa volta, sono stati alcuni cittadini che hanno sentito dei debolissimi miagolii e, comprendendo che qualcosa non andava, sono intervenuti con prontezza, chiamando la Centrale Operativa Interforze, seguendo la corretta procedura da adottare in questi casi”, riferisce APAS nel comunicato.

La Centrale ha quindi allertato anche il Servizio Veterinario di Stato. I due cuccioli sono stati recuperati, ma le loro condizioni richiedono particolare attenzione.

“I due gattini sono ora al sicuro, ma sono piccolissimi e ancora in una fase estremamente delicata della loro vita – spiega l’associazione -. Dovranno essere allattati da una balia umana e per loro inizierà una lotta difficile: sono stati trovati disidratati, bagnati e accaldati. Speriamo con tutto il cuore che riescano a superare queste prime, fragilissime giornate”.

APAS ha già annunciato che presenterà denuncia per abbandono di animali ai sensi dell’articolo 323 ter del Codice penale sammarinese. Secondo quanto riportato dall’associazione, la normativa prevede per condotte di questo tipo anche “la pena della prigionia di primo grado da 3 mesi a un anno, oltre a una multa non inferiore a 4.000 euro”.

Nel comunicato l’associazione pone anche il problema della gatta che ha partorito i due cuccioli, della quale al momento non si conosce la sorte. “Due creature appena nate, indifese, incapaci persino di nutrirsi da sole, chiuse in un sacchetto e gettate tra i rifiuti. E mentre loro rischiano la vita, che fine ha fatto la loro mamma? Una gatta che potrebbe essere ancora alla ricerca disperata dei suoi piccoli, con il rischio di andare incontro a problemi di salute, come mastiti o stasi del latte”.

Da APAS arriva quindi un nuovo richiamo alla sterilizzazione degli animali e alla necessità di rivolgersi alle strutture competenti in caso di difficoltà. “E allora lo chiediamo ancora una volta, con forza: perché non sterilizzare? Perché non chiedere aiuto? Perché non rivolgersi alle associazioni, ai veterinari, ai servizi competenti, prima che una situazione diventi un dramma? Un animale non è un oggetto di cui disfarsi quando arriva una cucciolata indesiderata. Una cucciolata non è un problema da nascondere dentro un sacchetto e gettare via”.

Ora l’attenzione si concentra anche sulle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona dell’ospedale, dalle quali potrebbero arrivare elementi utili a ricostruire quanto successo.

“Ci auguriamo inoltre che, attraverso le telecamere presenti nella zona, sia possibile ricostruire quanto accaduto e individuare i responsabili di questo gravissimo gesto, affinché possano essere chiamati a rispondere di un reato che non può e non deve essere considerato un semplice atto di inciviltà”, sottolinea l’associazione.

“Chi ha compiuto questo gesto ha condannato due creature indifese a una morte terribile – conclude APAS -. Speriamo che le immagini possano aiutare a dare un volto a chi ha commesso questo grave reato e che la giustizia possa fare il suo corso“.