Il progetto di legge di iniziativa popolare sul fine vita promosso dall’Associazione Emma Rossi compie un nuovo passo nel proprio iter istituzionale. Il testo, depositato il 19 dicembre scorso, è stato approvato dalla Commissione Consiliare Permanente competente il 12 giugno con 12 voti favorevoli e 3 astensioni, queste ultime da parte dei gruppi Repubblica Futura e Domani Motus Liberi.
In un comunicato diffuso il 15 giugno, l’Associazione sottolinea il percorso che ha accompagnato la proposta legislativa. “La presentazione del progetto di legge, l’intenso lavoro di studio e di dibattito che lo ha preceduto insieme ai molti confronti attivati dall’Associazione con le forze politiche e con la società civile hanno certamente contribuito a far crescere l’attenzione su un tema particolarmente sensibile, che ha a che fare con la malattia e la sofferenza vissuta dai malati e dalle loro famiglie”, si legge nella nota.
L’Associazione esprime però anche una valutazione critica sul mancato raggiungimento di una convergenza politica più ampia. “L’Associazione non ha nascosto, quindi, il proprio rammarico per l’occasione persa dalle forze politiche di mettere da parte logiche di schieramento e lavorare insieme per concordare un testo unitario su una materia, su cui sarebbe stato auspicabile un consenso unanime anteponendo il linguaggio dell’umanità a quello dell’interesse di parte”, afferma il Consiglio Direttivo.
Nel comunicato viene evidenziato che il progetto di legge è stato modificato nel corso dell’esame in Commissione attraverso diversi emendamenti, giudicati dall’Associazione “non tutti convincenti sia nella forma che nella sostanza”. Nonostante ciò, il testo viene considerato un passo avanti sul piano dei diritti individuali. Secondo l’Associazione, la futura legge “tutela il diritto alla salute, alla dignità, alla integrità fisica e psichica e all’autodeterminazione della persona” e stabilisce che “nessun trattamento sanitario possa essere iniziato o continuato senza il consenso libero e consapevole della persona interessata”. Inoltre viene previsto che “con le stesse modalità con le quali è stato prestato, il consenso può essere in qualunque momento revocato anche quando la revoca comporti l’interruzione del trattamento sanitario”.
Tra gli aspetti evidenziati figura anche l’introduzione delle Disposizioni Anticipate di Trattamento Sanitario (DATS), che consentirebbero ai cittadini di esprimere preventivamente le proprie volontà in materia di cure e trattamenti sanitari in previsione di una futura incapacità decisionale, possibilità attualmente non prevista dall’ordinamento sammarinese.
L’Associazione richiama inoltre le disposizioni contenute nel progetto riguardanti le cure palliative, considerate parte integrante del diritto alla salute, e quelle relative alla donazione di organi e tessuti dopo la morte a fini di trapianto o ricerca.
Nel bilancio complessivo del percorso svolto finora, il giudizio espresso è positivo. “L’Associazione valuta positivamente il risultato raggiunto con l’approvazione del progetto di legge di iniziativa popolare che rappresenta un passo avanti su un tema, su cui un intervento legislativo era necessario per mettere ordine e fare chiarezza in termini di diritti e di responsabilità e dare finalmente una risposta che va nella direzione di valorizzare la libertà di scelta delle persone malate e valorizzare l’alleanza terapeutica medico/paziente”, si legge nel comunicato.
Il testo passa ora all’esame del Consiglio Grande e Generale per l’approvazione definitiva. L’Associazione auspica che il passaggio possa avvenire in tempi brevi e annuncia che continuerà a seguire l’evoluzione del provvedimento. “L’Associazione che lo ha proposto resta impegnata a vigilare affinchè i decreti delegati siano adottati correttamente nei tempi previsti e la legge possa trovare rapidamente piena applicazione”, conclude la nota.





