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Fed, tassi fermi prima delle elezioni Usa. Inflazione e petrolio preoccupano i mercati

La Federal Reserve dovrebbe lasciare invariati i tassi di interesse nella riunione di mercoledì 28 ottobre, a sei giorni dalle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. I mercati prevedono una conferma dell’attuale intervallo tra il 3,75% e il 4%.

L’attenzione è rivolta soprattutto al presidente della Fed, Kevin Warsh, chiamato a chiarire le prossime mosse della banca centrale americana.

Secondo le stime del CME Group, la probabilità di una pausa supera il 90%, mentre per dicembre gli investitori attribuiscono il 73% di possibilità a un nuovo aumento di un quarto di punto.

A pesare sulle decisioni è soprattutto l’inflazione americana, salita al 3,7% a settembre, rispetto al 3,4% di agosto. I prezzi alla produzione sono aumentati del 6,3%, mentre l’inflazione di fondo si attesta al 2,6%.

Il caro carburanti continua a incidere sui prezzi. Negli ultimi tre mesi la benzina è rimasta sopra i 4 dollari al gallone, mentre il diesel ha raggiunto a settembre il record di 6,53 dollari, facendo aumentare i costi del trasporto merci.

Sul fronte energetico, il petrolio Brent è sceso di oltre il 6% lunedì, complice l’accelerazione dei contatti diplomatici sulla guerra in Iran. Martedì le quotazioni si aggiravano comunque intorno ai 110,8 dollari al barile.

All’interno della Fed emergono posizioni differenti. Alcuni esponenti ritengono necessario mantenere una politica monetaria restrittiva, mentre altri invitano alla prudenza prima di procedere con ulteriori aumenti.

La decisione arriverà mercoledì alle 19, ora italiana. Il successivo appuntamento dell’8 e 9 dicembre potrebbe invece segnare una nuova stretta monetaria, soprattutto se l’inflazione continuerà a mantenersi elevata.

Fed, tassi fermi prima delle elezioni Usa. Inflazione e petrolio preoccupano i mercati