La crisi demografica non si affronta soltanto con incentivi economici, ma attraverso una rete di servizi e politiche capaci di sostenere concretamente le famiglie. È il messaggio che emerge dall’intervento dell’Unione Sammarinese dei Lavoratori (USL), che ha raccolto la testimonianza di Salvatore Licchetta e della moglie Nausicaa Della Balda, genitori di sei figli minorenni.
Partendo dall’esperienza quotidiana della famiglia, il sindacato punta l’attenzione sulle difficoltà che oggi incontrano molte coppie nel progettare un futuro familiare. Licchetta riconosce come San Marino offra diversi strumenti di supporto. “Lo è senz’altro di più di altri Paesi, noi sentiamo l’affetto delle persone e di essere benvoluti. Anche per la scuola c’è tanto aiuto, penso tra le altre cose al sostegno gratuito che viene fornito per fare i compiti”, afferma rispondendo alla domanda se la Repubblica sia un Paese a misura di bambino.
Accanto agli aspetti positivi, però, emergono le difficoltà economiche che incidono sempre di più sulla vita quotidiana delle famiglie numerose. “Quasi tutto il mio stipendio viene speso in alimenti e mentre fino a qualche anno fa, anche se a fatica, mi restava qualcosa per il futuro dei miei figli, oggi è impossibile arrivare alla fine del mese”, racconta Licchetta, spiegando come il rincaro dei beni di prima necessità abbia modificato profondamente l’equilibrio economico familiare.
A pesare sono anche le spese legate alla crescita dei figli. “Poi ovviamente c’è anche lo sport, un’opportunità di cui non vogliamo privare i nostri ragazzi, ma che sta diventando sempre più proibitiva per le famiglie numerose”, osserva.
Tra le criticità segnalate emerge con forza il tema della casa. Licchetta racconta di aver presentato domanda per accedere agli alloggi popolari, ma evidenzia un problema che riguarda molte famiglie numerose. “Tuttavia, sono consapevole che non avrò mai questo tipo di risposta perché anche se si liberasse qualcosa, si tratta di strutture piccole, non pensate per famiglie numerose”, afferma. Da qui la proposta di prevedere abitazioni pubbliche più grandi e adeguate ai nuclei familiari con più figli.
“Se dovessi dare un suggerimento direi di pensare a strutture più grandi, tali da ospitare appunto anche nuclei familiari ampi”, aggiunge, sottolineando inoltre il peso crescente delle utenze domestiche. “L’altro costo diventato per noi insostenibile è quello delle bollette”.
Per l’USL, queste testimonianze dimostrano come il contrasto alla denatalità richieda interventi strutturali e una pluralità di strumenti di sostegno. Il sindacato evidenzia che alcuni passi avanti sono stati compiuti con le recenti modifiche legislative in materia di tutela della famiglia e della genitorialità, ma ritiene necessario proseguire con ulteriori misure.
Il tema sarà al centro dell’incontro “Denatalità e Benessere degli anziani”, organizzato dall’USL il prossimo 18 giugno alle ore 10 presso la Sala Joe Cassar. Al confronto prenderanno parte la segretaria generale dell’USL Francesca Busignani, il Segretario di Stato Stefano Canti, la senatrice italiana Domenica Spinelli, il rettore dell’Università di San Marino Corrado Petrocelli e il consigliere di Domani Motus Liberi Fabio Righi.
Secondo l’USL, solo attraverso una politica che metta al centro abitazione, servizi, sostegni economici e qualità della vita sarà possibile invertire il trend delle nascite e offrire alle giovani coppie maggiori certezze per costruire una famiglia.





