Caso Guidi, la maggioranza: “Condanna definitiva sui fondi pensione”

da | 30 Giu 2026

Le recenti notizie relative alle archiviazioni dei procedimenti in Italia riportano al centro del dibattito la vicenda di Daniele Guidi. Per questo PDCS, Libera, PSD, Alleanza Riformista e il consigliere indipendente Giovanna Cecchetti hanno diffuso un comunicato congiunto nel quale richiamano la sentenza definitiva emessa dal Tribunale della Repubblica di San Marino sul caso dei fondi pensione.

“Le notizie diffuse in questi giorni dagli organi di informazione riportano al centro dell’attenzione la figura di Daniele Guidi, già processato e condannato con sentenza definitiva dal Tribunale della Repubblica di San Marino, che ha accertato gravi illeciti nell’impiego dei fondi pensione sammarinesi”, si legge nella nota.

Secondo i firmatari, la vicenda ha avuto conseguenze pesanti sui conti pubblici. Nel comunicato si ricorda infatti che “oltre 100 milioni di euro di fondi destinati ai lavoratori e ai pensionati sammarinesi” sarebbero stati dispersi e che lo Stato “ha dovuto ripianare annualmente in otto anni (ultima rata nel 2027), diventati ulteriore debito pubblico”. La nota richiama inoltre “i circa 400 milioni complessivi di ‘buco’ causato dalla vicenda Banca CIS, di cui Guidi era amministratore delegato”.

Le forze di maggioranza evidenziano inoltre il valore dell’inchiesta sviluppata a San Marino, affermando che “quanto sta emergendo in questi giorni, dopo le recenti archiviazioni dei procedimenti in Italia, ci porta a ribadire, ancora una volta, il valore di un’indagine e di un processo, originati dal lavoro della Commissione d’Inchiesta su Banca CIS, che hanno rappresentato uno dei passaggi più importanti nella tutela della legalità e nel rafforzamento della credibilità delle istituzioni del nostro Paese”.

Infine, il comunicato esprime un riconoscimento all’operato della magistratura sammarinese. “Riteniamo doveroso riconoscere il lavoro svolto dal Tribunale della Repubblica di San Marino, che ha operato con autonomia, indipendenza e rigore, dimostrando che nella nostra Repubblica nessuno può considerarsi al di sopra della legge e che anche i procedimenti più delicati vengono affrontati nel pieno rispetto delle garanzie processuali e dello Stato di diritto”, concludono PDCS, Libera, PSD, Alleanza Riformista e il consigliere indipendente Giovanna Cecchetti.

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