Condividere spazi e servizi per abbattere i costi della casa e favorire nuove forme di convivenza. San Marino mette nero su bianco le regole del co-housing, con un decreto delegato che introduce incentivi, obblighi e controlli per i progetti di abitare collaborativo.
Il provvedimento è stato presentato durante un incontro pubblico alla Sala Montelupo di Domagnano, promosso dalla Segreteria di Stato per il Territorio.
A illustrare le novità è stato il Segretario di Stato Matteo Ciacci. I progetti dovranno prevedere almeno tre unità abitative e potranno essere realizzati da soggetti pubblici, privati o attraverso collaborazioni tra i due settori.
L’obiettivo è rendere gli affitti più sostenibili per giovani e famiglie, offrendo allo stesso tempo soluzioni abitative capaci di favorire l’autonomia degli anziani e contrastare l’isolamento sociale.
Per le iniziative con effettive finalità sociali è prevista una riduzione del 50% degli oneri concessori e convenzionali. I gestori saranno sottoposti a verifiche annuali, con sanzioni in caso di irregolarità.
Gli spazi comuni dovranno conservare la propria destinazione condivisa per almeno vent’anni, mentre i residenti atipici non potranno ottenere la residenza negli alloggi destinati al co-housing.
Durante la serata sono state presentate anche due esperienze italiane, a Fidenza e San Giorgio di Ferrara, per illustrare come la condivisione degli spazi possa favorire relazioni tra residenti, collaborazione e sostegno reciproco.
