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Attualità

Accordo Ue, la CDLS: “Ora portiamo San Marino in Europa”

La CDLS accoglie con soddisfazione la firma dell’Accordo di associazione tra San Marino e Unione europea e chiede che la nuova fase sia accompagnata dal coinvolgimento delle organizzazioni sindacali, dei corpi intermedi e della cittadinanza. Per la Confederazione Democratica Lavoratori Sammarinesi, l’integrazione dovrà tradursi in migliori condizioni di lavoro, tutela dei diritti e coesione sociale, oltre che in opportunità economiche.

Il sindacato definisce la firma il traguardo di un percorso lungo e complesso, che rafforza il posizionamento internazionale della Repubblica. Una scelta alla quale attribuisce anche un significato politico e civile: “Significa riconoscersi in una comunità fondata sui valori della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, della solidarietà e della tutela dei diritti”.

Nel quadro internazionale segnato da tensioni, conflitti e spinte nazionalistiche, la CDLS legge nell’associazione l’adesione a un progetto di cooperazione e pace, fondato sul dialogo e sul multilateralismo.

La sottoscrizione apre ora il capitolo dell’attuazione. “La firma dell’Accordo, tuttavia, non rappresenta un punto di arrivo, ma l’inizio di una nuova fase nella quale San Marino sarà chiamata a dare concretezza alla propria scelta europea”, si legge nel comunicato. “Al di là degli adeguamenti normativi e delle trasformazioni che accompagneranno questo percorso, la sfida più importante sarà quella di interpretare l’integrazione come un’occasione di crescita collettiva, capace di rafforzare la qualità del lavoro, i diritti e la coesione sociale”.

Da qui la richiesta di assicurare spazio al dialogo sociale e alla partecipazione democratica nelle decisioni sul futuro del Paese. “Il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali e dei corpi intermedi dovrà essere parte integrante di questo processo, affinché le opportunità dell’associazione si traducano in benefici diffusi e il progresso economico proceda insieme a quello sociale”.

La Confederazione richiama anche la necessità di confrontarsi con esperienze diverse e di rivedere prassi consolidate, mantenendo l’identità sammarinese. L’associazione, nella posizione espressa dal sindacato, comporta una responsabilità verso il progetto comune: San Marino dovrà interrogarsi anche sul contributo che può offrire all’Europa.

“La nostra storia di libertà e indipendenza, le tradizioni democratiche, la cultura del dialogo e le peculiarità di un piccolo Stato rappresentano un patrimonio che può arricchire il confronto europeo”, sostiene la CDLS. “Non si tratta di rivendicare un’eccezionalità sammarinese, ma di riconoscere che anche una piccola Repubblica può offrire esperienze, sensibilità e punti di vista originali di fronte alle grandi sfide del nostro tempo”.

Per il sindacato, dunque, l’integrazione “non dovrà essere vissuta come un semplice processo di adeguamento a regole elaborate altrove, ma come un’opportunità di crescita reciproca”. L’auspicio è che la firma inauguri “una stagione capace di coniugare apertura e identità, sviluppo economico e progresso sociale, diritti e responsabilità”.

Accordo Ue, la CDLS: “Ora portiamo San Marino in Europa”