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Denatalità, la CDLS: «Ai giovani serve una “vita bella” per scegliere San Marino»

La lotta alla denatalità non passa soltanto da congedi, sostegni economici e misure per le famiglie. Per invertire la rotta bisogna riuscire anche a trattenere i giovani a San Marino, creando le condizioni perché possano scegliere la Repubblica non soltanto come luogo in cui lavorare, ma anche come Paese nel quale vivere e costruire il proprio futuro. È il punto centrale del terzo approfondimento della CDLS dedicato alla crisi demografica e alle nuove generazioni.

“La crisi demografica non comincia nel momento in cui una persona o una coppia decide di non avere figli. Comincia ben prima” – sostiene la Confederazione Democratica –. Prima della genitorialità arrivano infatti altre scelte: “dove studiare, dove lavorare, dove vivere, dove trovare casa, dove costruire le proprie relazioni, dove trascorrere il proprio tempo e, soprattutto, dove immaginare il proprio futuro”.

La riflessione parte anche dai dati analizzati nei precedenti approfondimenti della CDLS. Da una parte è stato evidenziato il progressivo deterioramento del saldo naturale della Repubblica, dall’altra un aumento delle uscite nella fascia tra i 21 e i 40 anni. Numeri che, precisa il sindacato, non permettono di stabilire con certezza perché una parte dei giovani adulti lasci San Marino, ma mostrano l’esistenza di un fenomeno che deve essere preso in considerazione nelle politiche rivolte alle nuove generazioni.

Secondo la CDLS occorre quindi ragionare anche sulla “retention”, cioè sulla capacità del Paese di trattenere le persone. “Le politiche sui congedi, sulla maternità, sulla paternità e sui sostegni economici sono fondamentali perché intervengono sulle condizioni nelle quali una famiglia può nascere e crescere. Ma la retention interviene ancora prima: sulle condizioni che portano una persona a scegliere se costruire quella famiglia a San Marino”.

La Confederazione riconosce la capacità del sistema sammarinese di attrarre lavoratori anche tra i 21 e i 40 anni, ma mette in evidenza una distinzione: “Essere un territorio attrattivo nel quale lavorare non significa automaticamente essere un territorio nel quale si desidera vivere stabilmente”.

E qui entra in gioco quella che la CDLS definisce una “vita bella”. Non soltanto lavoro, retribuzioni, stabilità, servizi e possibilità di trovare casa, ma anche socialità, cultura, intrattenimento, sport, associazionismo, partecipazione alla vita pubblica e spazi dedicati alle nuove generazioni. Elementi ai quali si aggiungono la qualità delle relazioni, la percezione di vivere in un Paese aperto e dinamico e la possibilità di trasformare interessi e idee in iniziative concrete.

“Sono gli ingredienti di quella che la CDLS definisce una ‘vita bella’: non una dimensione accessoria rispetto al lavoro, alle politiche economiche o alle misure per la famiglia, ma una componente della scelta del luogo nel quale vivere e costruire il proprio futuro”.

La nuova normativa sulla famiglia viene considerata dal sindacato “un passaggio importante e necessario”, ma non sufficiente da sola ad affrontare la crisi demografica. “Non possiamo occuparci soltanto di rendere più sostenibile la scelta di avere un figlio. Dobbiamo contemporaneamente costruire un Paese nel quale le nuove generazioni abbiano voglia di rimanere per poter compiere quella scelta”.

Da qui la richiesta di affiancare alle politiche per il lavoro e la famiglia interventi sulla casa, sui servizi, sulla cultura, sull’aggregazione, sulla partecipazione e sulla qualità degli spazi pubblici. Il tema, secondo la CDLS, è capire non soltanto quali prospettive professionali San Marino riesca a offrire, ma anche quali opportunità di vita possa garantire alle persone che stanno costruendo la propria autonomia e progettando il futuro.

Trattenere i giovani significa quindi fare politica demografica” è la conclusione della Confederazione. “La sfida non riguarda soltanto la natalità. Riguarda la capacità di San Marino di continuare a essere un luogo nel quale lavorare, ma anche un luogo nel quale valga la pena restare, vivere, partecipare e costruire il proprio futuro”.

Perché, conclude la CDLS, “prima ancora di chiedersi come favorire la nascita di una nuova generazione, occorre fare in modo che quella presente possa scegliere San Marino come casa”.

Denatalità, la CDLS: «Ai giovani serve una “vita bella” per scegliere San Marino»