Accordo Ue, attacco di Rete al Governo: “San Marino ostaggio di interessi particolari”

da | 11 Giu 2026

Il nuovo rinvio dell’Accordo di Associazione tra San Marino e Unione Europea scatena la dura reazione di Rete, che in una nota attribuisce lo stallo a una gestione politica e istituzionale giudicata inadeguata e legata alla vicenda della tentata vendita di Banca di San Marino.

Secondo il movimento, la Bulgaria continuerebbe a ostacolare il percorso dell’Accordo per ragioni riconducibili proprio al dossier BSM. “È evidente che la Bulgaria stia continuando a bloccare il percorso dell’Accordo UE per motivazioni legate alla tentata vendita di BSM”, sostiene Rete, che parla di una Repubblica finita “ostaggio dei soliti giochini nel sistema bancario”.

Nel mirino finiscono sia Banca Centrale, accusata di non aver saputo assumere decisioni sulla vendita dell’istituto, sia la maggioranza di governo. In particolare Rete chiama in causa la Democrazia Cristiana, sostenendo che il partito sia “dentro la faccenda fino al collo”, e critica anche le altre forze di maggioranza, accusate di rimanere in silenzio pur di conservare le proprie posizioni politiche.

La nota contiene poi un passaggio particolarmente duro nei confronti del Governo sammarinese. “La Repubblica di San Marino è sotto il ricatto di un miliardario che, evidentemente, riesce a dettare l’agenda del governo bulgaro”, afferma Rete, parlando di una situazione che avrebbe compromesso non solo gli interessi nazionali ma anche la dignità del Paese.

Il movimento esprime inoltre dubbi sulla capacità del Segretario di Stato per gli Affari Esteri Luca Beccari di gestire la fase diplomatica, ritenendolo politicamente troppo esposto rispetto alla vicenda della vendita di BSM. Pur ricordando di aver mantenuto negli anni una posizione favorevole al dialogo sull’Accordo di Associazione, Rete sostiene che dopo oltre due anni e mezzo non vi siano più giustificazioni per l’attuale situazione.

Nelle conclusioni il movimento chiede alla maggioranza di assumersi le proprie responsabilità politiche. “Non possiamo accettare che la Repubblica si pieghi agli interessi di un privato, né che quindici anni di trattativa con l’UE vadano in fumo”, scrive Rete, che definisce il mancato avanzamento dell’Accordo un fallimento del Governo e avverte sul rischio che San Marino possa ritrovarsi sempre più isolata sul piano internazionale.

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