Utilizzare la riduzione del debito pubblico per sostenere investimenti, lavoro e potere d’acquisto. È la richiesta di Domani Motus Liberi, che interviene sugli esiti della missione del Fondo Monetario Internazionale a San Marino e sollecita il governo ad adottare una programmazione economica di lungo periodo.
Nella nota dell’8 novembre, il partito richiama la discesa del debito pubblico sotto il 60% del PIL e la crescita stimata all’1,3% nel 2026, affiancandole alla previsione di un rallentamento all’1% nel 2027. “Non basta, insomma, preservare gli equilibri raggiunti: essi devono trovare sbocco in riforme strutturali, capaci di aumentare per davvero il potenziale economico del Paese”, si legge nel comunicato.
Un obiettivo che, secondo la formazione politica, richiede una pianificazione capace di superare le misure definite “spot” e frammentarie.
La prima proposta riguarda una strategia nazionale per attrarre investimenti ad alto valore aggiunto, dall’innovazione ai servizi digitali, dai data center alle industrie avanzate. Per Domani Motus Liberi servono certezza del diritto e tempi rapidi: “troppe opportunità sono state ritardate o perse tra esitazioni politiche e rallentamenti burocratici”.
Il secondo punto è l’efficienza della Pubblica amministrazione, richiamata anche nelle valutazioni del FMI riportate dalla nota. “Digitalizzazione e semplificazione non rappresentano un semplice taglio dei costi, ma un investimento nella competitività di imprese e cittadini”, sostiene il partito.
Sul fronte delle famiglie, l’attenzione si concentra sul costo delle abitazioni, dei servizi e dei beni essenziali. “Sostenere i redditi disponibili, favorire l’accesso alla casa e promuovere occupazione qualificata significa rafforzare anche la domanda interna.”
A questo si lega il ruolo delle banche, che secondo Domani Motus Liberi devono tornare a finanziare attività produttive e nuovi investimenti, diventando un interlocutore affidabile per famiglie e imprese.
“Questo richiede governance solida, trasparenza, vigilanza efficace e ulteriori progressi sui crediti deteriorati.”
Il partito chiede inoltre una programmazione della spesa pubblica legata a obiettivi misurabili: “meno burocrazia, investimenti produttivi e verifiche trasparenti dei risultati”.
Un passaggio riguarda l’Accordo di Associazione con l’Unione Europea. Domani Motus Liberi riconosce le opportunità che può aprire, ma chiede al governo di illustrarne le conseguenze e di consentire ai cittadini di esprimersi: “il governo è chiamato a spiegare con chiarezza le sue implicazioni giuridiche e pratiche ai cittadini, i quali dovrebbero a nostro avviso avere la possibilità di esprimere la loro opinione sul tema attraverso una consultazione consapevole”. Nella nota si precisa che l’accordo “non può sostituire le riforme interne, che vanno attuate a prescindere dai suoi tempi e i suoi esiti”.
“Siamo convinti che il vero banco di prova non sia soltanto ridurre il debito, ma utilizzare la stabilità conquistata per costruire lavoro, benessere e competitività duraturi”, conclude Domani Motus Liberi. “La sfida ora è passare dai risultati di bilancio a una visione chiara e credibile di crescita per l’intera Repubblica. E, dunque, dalle semplici rassicurazioni ai fatti.”
