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Attualità

E se un giorno avessi bisogno di giustizia? (di Giulia Muratori)

Proseguono gli appuntamenti con il nuovo spazio di approfondimento a cura di Giulia Muratori, segretaria di Libera San Marino.

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Nei giorni scorsi, in Italia, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito «vergognosa» la decisione di una giudice di non convalidare un fermo. Non voglio entrare nel merito di quella vicenda giudiziaria. Ma quando una decisione non piace al potere politico, è importante distinguere tra il legittimo diritto di criticarla e il rischio di delegittimare chi l’ha assunta.

La giustizia non deve dare ragione a chi governa. Deve applicare la legge.

È questo il significato della separazione dei poteri: chi governa non può decidere anche come devono giudicare i tribunali. E chi amministra la giustizia deve rispettare le competenze che spettano alle istituzioni democraticamente elette.

Nessuno deve poter concentrare nelle proprie mani un potere senza limiti.

Può sembrare una questione lontana dalla vita quotidiana, ma non lo è affatto.

Pensiamo a un lavoratore che vuole difendere i propri diritti, a una famiglia che contesta una decisione della pubblica amministrazione, a una persona accusata ingiustamente.

Una giustizia indipendente non serve a proteggere i magistrati dal potere. Serve a proteggere i cittadini dagli abusi del potere.

Naturalmente i magistrati non sono infallibili. Le loro decisioni possono essere criticate e impugnate, e anche la magistratura deve rispondere a principi di imparzialità, competenza e responsabilità. L’indipendenza non significa essere al di sopra delle regole.

Ma c’è una differenza profonda tra chiedere una giustizia migliore e pretendere una giustizia che assecondi le aspettative della politica.

Anche a San Marino questo principio dovrebbe starci particolarmente a cuore.

La nostra Dichiarazione dei Diritti, all’articolo 3, garantisce l’indipendenza degli organi giudiziari e impone alle istituzioni il rispetto delle rispettive competenze.

In una piccola Repubblica, dove le relazioni personali, economiche e politiche inevitabilmente si intrecciano, queste garanzie sono ancora più preziose.

Le istituzioni devono essere più forti dei rapporti personali e degli interessi di chi esercita il potere.

Difendere l’indipendenza della magistratura non significa considerare il nostro sistema giudiziario immune da criticità. La credibilità della giustizia si costruisce anche attraverso la capacità delle istituzioni di riconoscere gli errori, confrontarsi con i rilievi degli organismi internazionali e intervenire, quando necessario, per rafforzare le garanzie dei cittadini.

Il rispetto delle istituzioni non si dimostra negando i problemi, ma affrontandoli con serietà, trasparenza e senso di responsabilità.

Lo stesso principio vale quando guardiamo oltre i nostri confini.

Penso alla Corte europea dei diritti dell’uomo, nel sistema del Consiglio d’Europa, e alle altre corti internazionali alle quali gli Stati hanno scelto di riconoscere determinate competenze.

Sono istituzioni che, nei rispettivi ambiti, possono garantire il rispetto degli impegni assunti dagli Stati e la tutela dei diritti anche quando questo significa contraddire le scelte di un Governo.

Per San Marino, che ha costruito la propria credibilità sul diritto internazionale e sul multilateralismo, il loro ruolo è particolarmente importante.

Non significa che queste istituzioni non possano essere criticate. Significa riconoscere che le regole comuni devono valere anche quando le loro conseguenze non ci piacciono.

Oggi assistiamo, in diverse parti del mondo, a una crescente insofferenza verso i limiti del potere politico. Dall’America di Trump ad alcune esperienze europee, vediamo quanto possa essere pericolosa l’idea che vincere le elezioni significhi poter decidere tutto.

Ma la democrazia non è soltanto il diritto della maggioranza di governare. È anche il rispetto delle minoranze, delle libertà individuali e delle istituzioni indipendenti.

Per chi si riconosce nei valori della sinistra democratica, difendere questi principi è una responsabilità irrinunciabile.

La libertà non può appartenere soltanto a chi ha più forza, più consenso o più influenza. Deve appartenere a tutti, soprattutto a chi non ha strumenti per difendersi da solo.

E questo vale anche per chi, come noi, oggi esercita responsabilità di maggioranza.

Non possiamo difendere l’indipendenza della giustizia soltanto quando una decisione ci trova d’accordo.

Lo Stato di diritto non è un ostacolo alla democrazia. È ciò che impedisce a chi ha vinto le elezioni di esercitare un potere senza limiti.

Non sappiamo se un giorno avremo bisogno di difenderci da un’ingiustizia o da qualcuno più potente di noi. Ma dobbiamo poter sapere che esistono istituzioni capaci di tutelarci senza chiedere il permesso a nessuno.

La forza di una democrazia non si misura soltanto da quanto potere riesce a esercitare chi governa, ma da quanto è disposto a rispettarne i limiti.

E se un giorno avessi bisogno di giustizia? (di Giulia Muratori)