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Attualità

Mamme e papà soli con i figli, tra mantenimenti non pagati e affitti alle stelle: è ora che San Marino smetta di lasciarli soli

Alla redazione di Insider continuano ad arrivare segnalazioni di madri, e anche padri, che crescono i figli da soli e da soli pagano tutto, a volte con in mano una sentenza che l’altro genitore ignora. Sono le stesse famiglie che, come denuncia anche l’USL, restano fuori perfino dallo sconto sulle bollette.

È ora che la politica smetta di prendere nota e cominci a decidere.

Non racconteremo i dettagli.

In un Paese piccolo basta un particolare per riconoscere qualcuno, e queste persone hanno già abbastanza problemi senza diventare anche un caso. Ma due storie, sfumate quanto serve, vanno raccontate.

C’è una mamma con uno stipendio da operaia.

Ha avuto ragione in tribunale, e non una volta sola. Il padre dei suoi figli dovrebbe versare il mantenimento: non versa un euro.

Lei paga tutto, e ha imparato una cosa che in tribunale nessuno le aveva detto: le scarpe dei figli diventano piccole molto prima che una sentenza diventi soldi.

C’è un papà che paga mille euro di affitto e cresce da solo una bambina che va ancora a scuola.

L’altro genitore, semplicemente, non c’è.

Lui sì: la mattina a scuola, poi al lavoro, la sera i compiti, a fine mese i conti che non tornano.

Non è una guerra tra madri e padri: le segnalazioni arrivano da entrambe le parti.

È una cosa più semplice e più brutale.

In queste case c’è un adulto che fa il lavoro di due con uno stipendio solo. E intorno, un Paese dove vivere costa ogni anno di più.

I numeri li ha messi in fila Giovanni Maria Zonzini: tra il 2015 e il 2025 gli affitti a San Marino sono saliti almeno del 36%, la retribuzione media del 20%.

Per chi in casa ha due stipendi è un problema. Per chi ne ha uno solo, e dei figli da crescere, è una sottrazione che ogni mese dà un risultato negativo.

E qui arriva il paradosso.

Uno strumento lo Stato ce l’avrebbe: le tariffe sociali, che tagliano le bollette a chi ha un reddito pro-capite entro i 9mila euro.

Ma, come l’USL denuncia da anni, nel calcolo entrano anche i redditi esenti, e tra questi pesa soprattutto il mantenimento dei figli. Tradotto: i soldi che servono ai figli diventano il motivo per cui i figli restano fuori dallo sconto.

E viene da chiedersi cosa succeda a chi quel mantenimento ce l’ha solo sulla carta.

Si parla di co-housing, si studiano i modelli emiliani, si organizzano incontri. Bene, le idee servono.

Ma l’affitto scade il primo del mese, non al prossimo convegno.

Allora diciamola semplice, con tre cose che non richiedono il piano casa del secolo.

Primo: se il mantenimento non arriva, lo anticipi lo Stato, e poi vada a riprenderselo da chi non paga.

In Germania e in Francia funziona così da anni. Non è assistenzialismo, è far valere le sentenze. Chi non paga non deve più trovarsi davanti un ex che magari non ha i soldi per l’ennesimo avvocato, ma lo Stato. Che, quando vuole, sa essere molto convincente.

Secondo: chi ha un lavoro e non paga deve trovarsi il mantenimento trattenuto in busta paga, in automatico, senza che l’altro genitore debba ricominciare ogni volta da capo.

Terzo: il calcolo delle tariffe sociali va rifatto, come l’USL chiede da tempo. Il mantenimento dei figli non può essere la ragione per cui una famiglia con un solo genitore risulta troppo ricca per uno sconto in bolletta. E nelle graduatorie per la casa, chi cresce un figlio da solo deve venire prima.

Le segnalazioni continueranno ad arrivare, e noi continueremo a raccoglierle.

Chi vive questa situazione può scriverci, anche senza firmarsi.

Ma un giornale può dare voce, non può pagare un affitto.

Quello, a fine mese, tocca ancora a loro. Da soli.

Mamme e papà soli con i figli, tra mantenimenti non pagati e affitti alle stelle: è ora che San Marino smetta di lasciarli soli