L’Ucraina potrà produrre missili Patriot su licenza americana. Ad annunciarlo è stato Volodymyr Zelensky dopo l’incontro con Donald Trump a margine dell’Assemblea generale dell’Onu a New York. Secondo il presidente ucraino, il leader statunitense gli avrebbe comunicato di aver preso una “decisione definitiva” sulla concessione delle licenze.
Parallelamente Washington sta cercando di riaprire il canale diplomatico tra Kiev e Mosca. Gli Stati Uniti hanno proposto un incontro trilaterale a livello tecnico con rappresentanti americani, russi e ucraini, indicando gli Emirati Arabi Uniti come possibile sede. Kiev si è detta in attesa di una proposta sulla data. Il Cremlino ha confermato che l’ipotesi di un trilaterale era stata discussa anche tra Trump e Vladimir Putin, precisando però che non esistono ancora dettagli concreti.
A raffreddare le prospettive di una ripresa rapida dei negoziati è stato lo stesso Putin. Il presidente russo ha dichiarato che Mosca era pronta a tornare al tavolo dopo le elezioni della Duma, ma che gli attacchi ucraini condotti durante il voto spingono ora il Cremlino a rivalutare i prossimi passi. Putin ha inoltre sostenuto che la Russia non starebbe preparando una guerra contro l’Europa, affermando di non vedere ragioni per un simile scenario.
Resta quindi aperto il doppio binario: da una parte il rafforzamento della capacità di difesa aerea ucraina attraverso i Patriot, dall’altra il tentativo statunitense di riportare Russia e Ucraina a un confronto diretto, sul quale al momento Mosca mantiene una posizione più cauta.
