Oggi, lunedì, il Consiglio Grande e Generale torna in Aula per riprendere il confronto sulla riforma del regolamento consiliare. Dopo la discussione generale e il tentativo di mediazione avviato venerdì, i lavori potrebbero entrare nel vivo con l’esame degli articoli del progetto di legge qualificata dedicato alle nuove “regole del gioco”.
Rispetto al testo iniziale sono già stati compiuti alcuni passi avanti. Sono state ritirate le norme che prevedevano la riduzione dei tempi di intervento dei consiglieri durante la prima lettura e il controllo preventivo dell’Ufficio di Segreteria sugli emendamenti. Eliminata anche la delega al Congresso di Stato sulle modalità di recepimento dell’acquis comunitario dopo la firma dell’Accordo di associazione con l’Unione europea.
Il punto più delicato resta però la cosiddetta “tagliola” sugli emendamenti. La norma permetterebbe, con almeno 30 voti favorevoli, di arrivare a una votazione complessiva sugli emendamenti esclusi dalla discussione dopo un determinato numero di ore. L’ultima proposta della maggioranza porta il limite da 20 a 25 ore di dibattito e introduce un’alternanza tra maggioranza e opposizione nella presentazione delle modifiche.
La nuova formulazione non sembra comunque sufficiente per raggiungere un accordo bipartisan. Repubblica Futura, attraverso il capogruppo Nicola Renzi, ha riconosciuto i passi avanti ma ha annunciato che non sosterrà la legge finché resterà la tagliola. Secondo RF, infatti, l’ostruzionismo ha consentito in passato di ottenere risultati concreti, come il dimezzamento delle rette dei centri estivi e l’avviso ai lavoratori in caso di contributi non versati.
Più ottimista il capogruppo della Pdcs, Manuel Ciavatta, che ha sottolineato il clima costruttivo del confronto e si è detto fiducioso sulla possibilità di ridurre ulteriormente le distanze. L’obiettivo della maggioranza è completare l’esame degli articoli e arrivare all’approvazione del nuovo regolamento entro martedì.
