Non c’è più soltanto l’Irlanda del Nord. Le parole di Donald Trump finiscono per inserirsi in un momento già molto delicato per gli equilibri interni del Regno Unito, dove è tornata a farsi sentire anche la questione dell’indipendenza della Scozia.
Durante la visita a Dublino del 12 settembre, il presidente americano ha detto che gli “piacerebbe moltissimo” vedere un’Irlanda unita, arrivando a prevedere che la riunificazione tra Irlanda del Nord e Repubblica d’Irlanda prima o poi si farà. E, secondo Trump, a quel punto “tanto vale farla adesso”.
Una posizione tutt’altro che marginale, perché segna un cambio di tono rispetto alla tradizionale prudenza mantenuta dagli Stati Uniti sul futuro costituzionale dell’Irlanda del Nord. E arriva dallo stesso presidente che ha ripetutamente parlato del Canada come possibile 51° Stato americano e rivendicato l’interesse degli Stati Uniti per la Groenlandia.
Da Londra la risposta non si è fatta attendere. Il governo britannico ha ribadito che non ritiene esistano oggi le condizioni per un nuovo referendum sull’unità irlandese. Ma il problema per Westminster è che il fronte costituzionale si era già riaperto pochi giorni prima.
In Scozia, infatti, il primo ministro John Swinney è tornato a chiedere un percorso giuridico che permetta di indire un nuovo referendum sull’indipendenza. Il punto centrale riguarda proprio il principio utilizzato per l’Irlanda del Nord: gli accordi del Venerdì Santo prevedono la possibilità di una consultazione sull’unità irlandese qualora vi siano elementi per ritenere che la maggioranza della popolazione possa sostenerla.
Swinney ha quindi rilanciato la questione: se un cambiamento sufficientemente forte dell’opinione pubblica può aprire la strada a un referendum in Irlanda del Nord, perché lo stesso principio non dovrebbe valere per la Scozia?
Il governo britannico ha cercato di spegnere immediatamente il caso, ribadendo che un nuovo referendum sull’indipendenza scozzese non è attualmente sul tavolo.
Le dichiarazioni di Trump arrivano dunque mentre nel Regno Unito riaffiorano contemporaneamente due questioni mai completamente chiuse: la possibile riunificazione dell’Irlanda e l’indipendenza della Scozia. Due dossier diversi, ma capaci entrambi di rimettere in discussione gli attuali confini britannici.
