Il manifatturiero produce circa il 40% del PIL. E per il PSD la riforma delle imposte indirette non può essere accantonata.
La Direzione del Partito dei Socialisti e dei Democratici si è riunita mercoledì sera. A due anni dall’avvio della legislatura, il partito traccia un primo bilancio del governo. E indica nell’Accordo di associazione con l’Unione Europea il passaggio centrale della seconda parte del mandato. San Marino, scrive il PSD, sta percorrendo l’ultimo tratto verso l’Accordo.
Nel comunicato il PSD chiede un sistema IVA calibrato sulla Repubblica e il superamento del T2. Una riforma che servirebbe soprattutto al manifatturiero. Sul fronte bancario domanda di affrontare la patrimonializzazione e di aprire a grandi gruppi europei. Alla Banca Centrale il partito rivolge un richiamo: “Autonomia non significa impermeabilità”. Sulla sanità propone un tavolo nazionale sul futuro dell’ISS.
Il PSD rivendica lealtà alla maggioranza, ma anche la propria voce critica. Chiede che la scelta sulle imposte indirette sia collegiale e che l’Agenda per la crescita venga attuata. E sulla firma dell’Accordo avverte: non è il punto di arrivo, ma l’inizio del lavoro più importante.
Videonotizia di Insider.sm: il racconto in novanta secondi di un fatto già pubblicato e verificato dalla redazione. Testo redatto con l’assistenza dell’intelligenza artificiale sull’articolo originale; voce sintetica. Responsabilità editoriale della redazione di Insider.
