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Papa Leone torna sull’intelligenza artificiale: «L’uomo rischia di diventare vittima delle sue invenzioni»

Un nuovo, duro richiamo sui rischi legati all’intelligenza artificiale arriva da Papa Leone. Il Pontefice mette in guardia dalla rapidità dello sviluppo tecnologico e soprattutto dalla possibilità che strumenti sempre più potenti finiscano per sfuggire al controllo dell’uomo.

«La velocità con cui si sviluppano le innovazioni legate all’IA ci spinge a chiederci se in futuro saremo in grado di controllare queste macchine, se l’uomo non corra il rischio di diventare vittima delle sue stesse invenzioni», ha affermato Leone durante il suo intervento rivolto ai partecipanti al congresso annuale dell’Istituto Internazionale delle Scienze Amministrative, svoltosi a Roma all’Università Sapienza.

Al centro della riflessione c’è anche un altro punto delicato: il crescente peso degli algoritmi nelle decisioni che riguardano direttamente le persone. «Uno dei problemi seri di oggi è la consapevolezza che le decisioni riguardanti la vita umana sono affidate a macchine», ha sottolineato il Papa, chiedendo per questo l’elaborazione di «una nuova etica» tecnologica.

Il problema, secondo Leone, riguarda anche la concentrazione di questi strumenti nelle mani di pochi grandi soggetti privati. «Si concentrano nelle mani di grandi attori economici e tecnologici che lo Stato fatica a controllare», ha osservato.

Da qui l’appello a fissare limiti e principi chiari: «Occorre garantire che il bene della famiglia umana non venga sacrificato a favore di interessi privati».

Un tema sul quale Papa Leone è tornato più volte e che ha assunto un ruolo centrale nel suo pontificato: lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, ha ribadito, deve procedere senza perdere di vista «il carattere insostituibile dell’intelligenza umana».