Sigfrido Ranucci non accetta le alternative proposte dalla Rai dopo la decisione di sostituirlo alla conduzione di Report e alza i toni dello scontro con Viale Mazzini. Il giornalista è intervenuto a Favignana, dove si trova per il suo spettacolo teatrale “Diario di un trapezista”. (ANSA.it)
A Ranucci sarebbero state prospettate tre possibilità: un incarico a Rainews, al Tg3 oppure come corrispondente al Cairo. Proposte che il giornalista ha fatto sapere di non voler accettare. “Non accetterò quello che ha proposto la Rai perché è un tornare indietro”, ha spiegato, sottolineando di non comprendere perché dovrebbe essere considerato adatto per Tg3 o Rainews ma non più per Report. (ANSA.it)
È soprattutto l’ipotesi del Cairo a provocare la reazione più dura. Ranucci ha ricordato di vivere sotto scorta e che all’estero ne sarebbe privo: “Forse auspicano che potrei fare la fine di Regeni”. Il giornalista ha inoltre paragonato la destinazione egiziana a una sorta di “Siberia” utilizzata per allontanare alcune figure dalla Rai. (ANSA.it)
La conduzione di Report passerà a Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi. Una scelta contestata anche dagli storici inviati della trasmissione, che hanno definito la decisione della Rai irricevibile e paventato dimissioni in blocco. Bernardo Iovene e Giulio Valesini, indicati come possibili capi autori e punti di riferimento della redazione, hanno inoltre fatto sapere di non voler accettare l’incarico. (ANSA.it)
Ranucci si è schierato con la sua squadra, definendo la scelta dei sostituti “uno schiaffo alla meritocrazia”, alla storia e all’indipendenza di Report. Secondo il giornalista, dietro quanto sta accadendo ci sarebbe un progetto destinato a portare alla chiusura della trasmissione. (la Repubblica)
La vicenda ha intanto aperto un nuovo fronte di scontro dentro la Rai e sul piano politico, mentre il legale di Ranucci ha annunciato iniziative “in ogni sede”. Il giornalista, da parte sua, assicura che l’uscita dalla conduzione non rappresenterà un addio e annuncia di voler proseguire la propria battaglia in difesa della libertà di stampa. (ANSA.it)
