Papa Leone XIV al bar con cappuccino e brioche, in spiaggia con il gelato e persino in equilibrio su un sup nelle acque di Rimini. Immagini diventate virali dopo la visita del Pontefice sulla Riviera. Peccato che non sia successo nulla di tutto questo: sono contenuti realizzati con l’intelligenza artificiale.
Una pioggia di meme e fotomontaggi che riporta in primo piano un tema sul quale la Santa sede non ha mai nascosto la propria irritazione: l’utilizzo improprio e incontrollato dell’immagine del Papa.
Dopo la giornata riminese di Leone XIV, la fantasia del web si è scatenata. Il Pontefice è stato trasformato in una sorta di turista della Riviera: colazione al bar, passeggiate, gelato vista mare e sport acquatici. In un’altra immagine compare addirittura uno zucchetto bianco abbandonato sull’asfalto, come fosse stato perso durante il passaggio in città.
Tutto falso, ma spesso confezionato in maniera abbastanza realistica da poter confondere chi incrocia velocemente quelle immagini sui social. Ed è proprio qui che l’ironia del web incontra un terreno sul quale il Vaticano, negli anni, ha assunto posizioni molto nette.
La Santa sede ha infatti più volte contestato l’utilizzo non autorizzato della figura del Pontefice, soprattutto quando associato a finalità commerciali o a rappresentazioni considerate lesive della sua dignità e di quella della Chiesa. In passato il Vaticano è arrivato anche a minacciare azioni legali contro campagne pubblicitarie che avevano utilizzato l’immagine del Papa.
Il problema oggi assume una dimensione nuova con l’intelligenza artificiale, capace di produrre in pochi secondi fotografie false sempre più credibili. Un tema che si intreccia con quello delle fake news e della manipolazione della realtà, sul quale anche Papa Francesco era intervenuto più volte.
La visita di Leone XIV a Rimini, dunque, continua a far parlare anche a giorni di distanza. Questa volta, però, non per ciò che il Papa ha realmente fatto sulla Riviera, ma per tutto quello che l’intelligenza artificiale gli ha fatto fare. E in Vaticano il gioco sull’immagine del Pontefice è da tempo considerato tutt’altro che uno scherzo.
