Nuovo braccio di ferro tra l’amministrazione di Zohran Mamdani e Amazon. Il sindaco di New York ha dato il proprio sostegno alla Delivery Protection Act, proposta che punta a cambiare radicalmente le regole delle consegne dell’ultimo miglio in città. (Sito Ufficiale di New York City)
Al centro dello scontro c’è il sistema utilizzato da Amazon, che affida gran parte delle consegne a società esterne, i cosiddetti Delivery Service Partner. Secondo l’amministrazione Mamdani, il gruppo eserciterebbe comunque un forte controllo su turni, percorsi e modalità di lavoro, senza però essere direttamente il datore di lavoro dei corrieri. La proposta, presentata dalla consigliera Tiffany Cabán, vuole quindi attribuire alle grandi aziende maggiori responsabilità sull’impiego degli addetti e introdurre nuove regole su sicurezza, formazione e gestione dei centri logistici. (Sito Ufficiale di New York City)
Mamdani ha riassunto così la questione: se è Amazon a consegnare i pacchi, deve rispettare le stesse regole delle altre aziende di consegna. La legge introdurrebbe inoltre un sistema di licenze per le strutture dedicate all’ultimo miglio. (Sito Ufficiale di New York City)
Durissima la risposta di Amazon. L’azienda sostiene che la riforma potrebbe mettere in pericolo oltre 5mila posti di lavoro e compromettere i rapporti con più di 40 piccole imprese locali che effettuano le consegne. Il gruppo ha persino ventilato la possibilità di spostare fuori New York parte delle proprie operazioni logistiche qualora la norma venisse approvata nella forma attuale. (Business Insider)
La proposta è ora al vaglio del Consiglio comunale e apre uno dei più importanti scontri sul futuro del lavoro nella logistica americana: da una parte tutele e responsabilità diretta dei grandi gruppi, dall’altra il timore di perdere migliaia di posti e piccole aziende dell’indotto. (wsj.com)
