Un aereo proveniente dagli Stati Uniti è atterrato giovedì all’aeroporto internazionale Roberts, vicino a Monrovia, con a bordo una ventina di migranti espulsi dagli Usa e trasferiti in Liberia, un Paese con il quale molti di loro non hanno alcun legame. Alcuni passeggeri avrebbero persino rifiutato inizialmente di scendere dall’aereo, rendendo necessario l’intervento degli addetti. (Straight Arrow)
Il volo inaugura l’accordo raggiunto tra Washington e Monrovia sulle cosiddette deportazioni verso Paesi terzi. La Liberia ha accettato di ricevere fino a 1.200 persone nei prossimi dodici mesi, in uno dei più consistenti accordi di questo tipo siglati dall’amministrazione Trump in Africa. (Reuters)
Il primo gruppo comprende persone provenienti da diversi Paesi, mentre la maggior parte dei futuri trasferimenti dovrebbe riguardare cittadini dell’America Latina, in particolare venezuelani, cubani e colombiani. Il governo liberiano ha precisato che i migranti saranno considerati “ospiti” e potranno chiedere asilo oppure lasciare successivamente il Paese. (Reuters)
L’operazione rientra nella strategia americana per accelerare le espulsioni di immigrati irregolari, ricorrendo anche a Stati diversi da quelli d’origine. Una politica che continua però a sollevare forti contestazioni sul piano umanitario e legale, soprattutto quando le persone trasferite non hanno alcun rapporto con il Paese scelto come destinazione. (AP News)
