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Attualità

Maternità surrogata: alcune riflessioni (di don Gabriele Mangiarotti)

Riflessioni sulla Maternità Surrogata

 n seguito all’approvazione della Istanza d’Arengo che chiede l’introduzione nel nostro ordinamento giuridico del «reato universale» di surrogazione di maternità, punibile anche se commesso all’estero da cittadini o residenti, «il Segretario di Stato alla Giustizia Stefano Canti ha presentato una bozza di legge che introduce nel Codice penale il nuovo articolo 226-bis, che punisce chiunque, in qualsiasi forma, “realizzi, organizzi o pubblicizzi la commercializzazione di gameti o di embrioni, ovvero la surrogazione di maternità o la gestazione per altri”. Le pene previste sono la prigionia di secondo grado, la multa e, per gli esercenti una professione sanitaria, l’interdizione dall’esercizio della professione.» [https://tinyurl.com/yy4cj5vb]

Per questa ragione pensiamo di potere suggerire delle riflessioni e indicare degli strumenti per la chiarezza di un giudizio comune.

Riteniamo che la Maternità Surrogata (MS) sollevi questioni di natura eticasociale e quindi politica da cui non possiamo estraniarci. Ci fa piacere che il Segretario di Stato Canti abbia dato seguito all’impegno che si era preso pubblicamente di trattare l’argomento con puntualità e precisione, per questo non possiamo lasciare cadere il tema (e siamo altresì soddisfatti perché una parte politica non si è tirata indietro – in questo caso – rispetto alle proposte fatte dai Cattolici delle associazioni pro life).

Quello che è in questione riguarda certamente lo stato della donna, la sua dignità e la sua condizione, la condizione e lo status del figlio, come pure il significato della maternità.

Di che cosa si tratta?

«Tale pratica procreativa si fonda su un contratto «con il quale una donna si presta ad essere fecondata artificialmente, per poi consegnare alla coppia committente il nato», contratto che… «offende in modo intollerabile la dignità della donna e mina nel profondo le relazioni umane», «assecondando un’inaccettabile mercificazione del corpo, spesso a scapito delle donne maggiormente vulnerabili sul piano economico e sociale… La maternità surrogata instaura sulla vita della gestante e del nato un inaccettabile potere privato di controllo in contrasto con principi fondamentali dell’ordinamento» [Arnaldo Morace Pinelli, MATERNITÀ SURROGATA, https://tinyurl.com/mvuk658s]

Chi è il figlio nell’età della tecnica?

«Oltre ai diritti del nascituro di conoscere e ricercare le proprie origini, la storia al quale appartiene, alla tutela dell’integrità psico-fisica, di dover essere trattato e riconosciuto come soggetto e non oggetto di diritto, da tutelare contro forme indegne per un essere umano quali produzione, commercializzazione, distruzione, manipolazione, etc. il tema rimanda alla mancanza di un consenso unanime, planetario, sulla natura ontologica del concepito. È molto semplice: se egli non è biologicamente membro della specie umana e non è persona, allora chi è? Che cos’è? Quest’essere altro, questa cosificazione del figlio, è la premessa alla sua mercificazione, per disporne entro dinamiche di ideazione-produzione-abbandono-restituzione, in particolare quest’ultima che desta perplessità dal momento che il “bimbo-ospite” oltre a subire l’abbandono dalla madre portatrice, può essere rifiutato nonché soppresso quando disallineato alle aspettative (magari a causa di malformazioni o disabilità) o non più voluto.» [Giulia Bovassi, https://tinyurl.com/ydzuertr]

C’è differenza tra «compravendita» e «via altruistica regolamentata»?

«Ogni essere umano, quindi anche il nascituro, non può mai diventare l’oggetto di un contratto; l’essere umano non può mai essere una “cosa”, “un bene”, una merce che si vende e neppure che si “regala”, concludendo magari un bel contratto di donazione.

Solo se si riafferma con forza questa verità ontologica, che prescinde quindi dal possibile sfruttamento della donna in condizioni di povertà, si uscirà definitivamente dall’equivoco, per nulla casuale, per cui accanto alla maternità surrogata “cattiva” perché oggetto di una compravendita, vi sarebbe, invece, la gestione per altri “buona”, perché fatta gratuitamente, per spirito altruistico, come gesto di amore in favore della coppia richiedente, che magari neppure si è mai conosciuta prima e si è incontrata solo tramite una delle tante agenzia che si occupano di questa pratica. Basterebbe ricordare uno dei capisaldi dei valori morali dell’Occidente, l’imperativo categorico indicato da Immanuel Kant, nella seconda formulazione, che dice “agisci in modo da trattare l’umanità, sia nella tua persona sia in quella di ogni altro, sempre anche come fine e mai semplicemente come mezzo”.

Quanto all’ipotesi della gestazione per altri cosiddetta altruistica, non è difficile comprendere, anche in base a semplici ragionamenti razionali,  che quest’ultima ipotesi non esiste nella realtà (se non nel caso di scuola della donna che dona alla sorella sterile un bambino come gesto di amore fraterno), e che dietro la facciata di un contratto a titolo gratuito vi sarebbero, invece, ricchi rimborsi spese o remunerazioni e compensazioni camuffate o occulte, che celerebbero in realtà la vera natura sinallagmatica [https://tinyurl.com/3mk98934] degli accordi contrattuali, in modo da aggirare gli eventuali divieti di gestazione per altri a titolo oneroso.» [Giuseppe Marra, Magistrato, https://tinyurl.com/bdf3y3kz]

N.B.: Una posizione curiosa

Negli articoli sui quotidiani sammarinesi ci si chiede: «Le domande sul tavolo sono quelle emerse in Commissione, e non sono banali: il diritto penale è lo strumento giusto per una questione etica su cui l’Europa stessa è divisa? Un reato commesso dove reato non è può essere accertato e processato davvero? E una norma pensata per proteggere la dignità della donna e del minore rischia, nella forma attuale, di trattare allo stesso modo il mercato dei corpi e una donazione tra persone consenzienti?» [Insider.sm]

Mentre alcune risposte sono già presentate nelle considerazioni sopra riportate, è curioso pensare che, nella discussione sul tema dell’aborto, il fatto che alcune sammarinesi si rivolgessero all’Italia per compiere questo atto, reato in Repubblica, sembrava un atto grave, che chiedeva la depenalizzazione del reato nella stessa Repubblica; ora, per quanto riguarda la Maternità Surrogata, che peraltro è stata recentemente punita come reato universale anche in Italia, si dice invece che la si può legittimamente ottenere nei paesi in cui è consentita, anche se, in Repubblica, è ritenuta un reato. Due pesi e due misure?

Per approfondire:

  • Maternità surrogata, gestazione per altri, utero in affitto. Riflessioni bioetiche e biogiuridiche(a cura di Elisabetta de Septis. Contributi di: Ermanno Barucco, Elena Ramilli, Elisabetta de Septis, Luisa De Renzis, Giulia Bovassi) [https://tinyurl.com/jd38fk55]
  • L-JUS RIVISTA SEMESTRALE DEL CENTRO STUDI ROSARIO LIVATINOFascicolo 1-2024 della rivista giuridica L-JUS, interamente dedicato al tema della maternità surrogata [https://tinyurl.com/3zwkbn2e]

Don Gabriele Mangiarotti

Baby feet in mother hands. Tiny Newborn Baby's feet on female Heart Shaped hands closeup. Mom and her Child. Happy Family concept. Beautiful conceptual image of Maternity