Potrebbe esserci una svolta nel procedimento federale contro Luigi Mangione. Accusa e difesa hanno chiesto congiuntamente alla giudice Margaret Garnett di convocare un’udienza per venerdì 14 agosto alle 11, senza però specificare nel documento depositato quale sarà l’oggetto dell’incontro.
Il silenzio sulle ragioni della convocazione ha alimentato negli Stati Uniti l’ipotesi di un possibile “plea deal”, ovvero un accordo con l’accusa che potrebbe prevedere una dichiarazione di colpevolezza in cambio di determinate condizioni.
Secondo ABC News, che cita fonti informate sulla vicenda, le parti dovrebbero discutere proprio di un possibile accordo. Anche altri media americani parlano di trattative in corso, ma per il momento non è arrivata alcuna conferma ufficiale. Già a giugno erano emerse indiscrezioni su colloqui di questo tipo, senza però arrivare a un’intesa.
L’eventuale accordo avrebbe conseguenze importanti anche sull’altro fronte giudiziario. Mangione deve infatti affrontare un processo statale a New York a partire dall’8 settembre e una dichiarazione di colpevolezza nel procedimento federale potrebbe riaprire il confronto sul principio del double jeopardy, che limita la possibilità di essere processati più volte per la stessa condotta.
La difesa aveva già provato a fermare il procedimento statale facendo leva proprio su questo principio, ma la richiesta era stata respinta nel settembre 2025, con il giudice Gregory Carro che l’aveva considerata prematura.
Per ora, dunque, resta soltanto un’ipotesi. Nessun accordo è stato annunciato e la richiesta depositata in tribunale non cita esplicitamente un “plea deal”. L’udienza di venerdì potrebbe chiarire se le indiscrezioni circolate nelle ultime ore anticipino davvero una svolta nel caso.
