Donald Trump torna ad alzare la pressione sull’Iran, chiedendo a Teheran di risarcire i danni che, secondo il presidente americano, avrebbe provocato negli ultimi cinquant’anni. Una presa di posizione che rischia di complicare ulteriormente i negoziati per la riapertura dello Stretto di Hormuz.
Trump ha citato militari americani uccisi o feriti in Medio Oriente e vittime della repressione delle proteste iraniane. Su Truth Social ha inserito tra le richieste anche un risarcimento per i 17 marinai morti nell’attentato alla USS Cole del 2000, attacco attribuito però ad al-Qaeda, oltre ai danni provocati in Libano, Siria, Yemen e Gaza.
La richiesta americana arriva dopo che lo stesso Iran aveva domandato risarcimenti per gli attacchi statunitensi e israeliani di quest’anno.
Parallelamente continuano però ad arrivare segnali di possibile distensione. Il ministro della Difesa pakistano Khawaja Asif ha affermato che le parti sarebbero «vicine a una qualche forma di intesa», mentre dal Qatar si parla di colloqui tra Iran e Oman entrati in una fase decisiva.
Al centro della trattativa resta lo Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il commercio energetico mondiale. Washington sostiene di partecipare direttamente ai negoziati, mentre Teheran afferma di dialogare esclusivamente con l’Oman, con cui vorrebbe condividere la futura gestione dello stretto.
