La Corte Suprema dà ragione a Trump: stretta su migranti e richieste d’asilo

da | 26 Giu 2026

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha emesso una serie di decisioni favorevoli all’amministrazione Donald Trump, in particolare sul fronte dell’immigrazione. Tra i provvedimenti più rilevanti c’è il via libera alla revoca dello status di protezione temporanea (TPS) per oltre 356mila immigrati haitiani e siriani, misura che consentiva loro di vivere e lavorare legalmente negli Stati Uniti.

Secondo la maggioranza dei giudici, il Dipartimento per la Sicurezza Interna dispone di un ampio margine decisionale nel porre fine a queste protezioni e i tribunali possono intervenire solo in casi limitati. Il TPS era stato concesso a causa delle gravi crisi che avevano colpito Haiti e Siria, ma l’amministrazione Trump ritiene che non sussistano più i presupposti per mantenerlo.

Un’altra decisione riguarda invece il diritto d’asilo. La Corte ha stabilito che chi si presenta al confine con il Messico non può essere considerato automaticamente “arrivato” negli Stati Uniti. Di conseguenza, l’amministrazione può respingere i richiedenti asilo che non hanno ancora attraversato fisicamente il confine, rafforzando così la linea dura sui controlli alle frontiere.

Le pronunce confermano l’orientamento della maggioranza conservatrice della Corte Suprema, che negli ultimi anni ha più volte riconosciuto ampi poteri all’esecutivo in materia di immigrazione e sicurezza dei confini.

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