All’ordine del giorno, nella seduta pomeridiana di giovedì 25 giugno 2026 della III Commissione Consiliare Permanente, ci sono i riferimenti relativi ad una serie di Istanze d’Arengo in materia di lavoro, diritti dei lavoratori, commercio, artigianato e ambiente, alcune delle quali estremamente datate essendo state approvate nel periodo compreso tra il 2015 e il 2024. Un aspetto, quest’ultimo, su cui viene puntato il dito da parte dei Segretari di Stato nei loro interventi.
In prima battuta, la Commissione affronta un’Istanza d’Arengo presentata nel 2015 sul contrasto al lavoro irregolare e abusivo, ma il dibattito si concentra anzitutto sul forte ritardo con cui le istanze vengono esaminate. Il Segretario di Stato Rossano Fabbri apre i lavori sottolineando il valore dell’istituto dell’Istanza d’Arengo come strumento di partecipazione democratica e non nasconde il proprio disagio nel dover discutere richieste rimaste ferme per oltre dieci anni. Ammette che questa situazione rischia di compromettere la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e afferma: “Credo di dover chiedere scusa alla nostra cittadinanza, perché questo significa svilire uno degli istituti che fanno parte dell’essenza e della cultura democratica della Repubblica di San Marino.” Evidenzia inoltre come molte delle istanze siano ormai superate dall’evoluzione normativa e, proprio per questo motivo, rinuncia a illustrarne nel dettaglio le risposte lasciando il compito alla vice presidente della Commissione Sara Conti. Sulla stessa linea interviene il Segretario di Stato Alessandro Bevitori, che definisce la situazione “particolarmente svilente” per l’istituto e osserva come sia inaccettabile che un cittadino riceva una risposta dopo dodici o tredici anni dalla presentazione della propria richiesta. Per questo invita il Consiglio Grande e Generale ad avviare una riflessione complessiva per rafforzare lo strumento, evitando anche utilizzi impropri che ne riducano il valore.
Tra i temi che accendono il dibattito c’è quello della raccolta rifiuti, legato a due Istanze del 2019. Tommaso Rossini (PSD) richiama innanzitutto i problemi quotidiani degli esercenti del centro storico, chiedendo dove sarà collocato il nuovo punto di stoccaggio dei rifiuti e se i commercianti potranno conferire autonomamente gli imballaggi, visto che spesso le merci arrivano al mattino e i negozi non dispongono di spazi per conservarli. Sottolinea inoltre le difficoltà legate al traffico di mezzi per le consegne nelle prime ore della giornata e il degrado che si crea attorno alle isole ecologiche, dove molti utenti lasciano i rifiuti all’esterno perché non possono accedere ai contenitori. Sulla stessa linea Gaetano Troina (Domani Motus Liberi), che definisce il problema particolarmente evidente durante l’estate, quando i sacchi dell’immondizia rimangono davanti ai negozi offrendo ai turisti uno spettacolo poco decoroso. Chiede inoltre quale sia il progetto complessivo del Governo sulla raccolta dei rifiuti, osservando che da anni si parla dell’estensione del porta a porta senza risultati concreti e denunciando le distorsioni generate dall’attuale sistema, con cittadini e attività economiche che conferiscono grandi quantità di rifiuti nei cassonetti pubblici. Nicola Renzi (Repubblica Futura) sostiene che la gestione dei rifiuti rappresenta una delle grandi questioni strategiche del Paese insieme ad acqua ed energia. Ricorda che il progetto del porta a porta è fermo da diverse legislature e chiede al Governo di chiarire quale sia la strategia definitiva. Richiama anche il tema della tariffa puntuale, giudicando positivo il superamento dell’attuale sistema che collega la tassa dei rifiuti ai consumi elettrici, e invita l’Esecutivo a concentrarsi sulle grandi riforme strutturali: “Ben vengano le inaugurazioni di trenini, marciapiedi e altre opere, e lo dico davvero senza spirito polemico, ma credo che un Governo debba concentrarsi soprattutto sulle grandi questioni sistemiche: acqua, rifiuti ed energia.”
Nella replica il Segretario di Stato Alessandro Bevitori riconosce che il problema della gestione dei rifiuti nel centro storico è reale e riguarda sia i residenti sia, soprattutto, gli esercenti. Spiega che negli anni si è cercato di affrontarlo intervenendo sugli orari delle consegne e dei ritiri, ma nella pratica il sistema si è rivelato ingestibile, perché i corrieri arrivano in orari diversi e le attività commerciali non possono interrompere il lavoro per conferire gli imballaggi. Per questo il Governo ha scelto una soluzione diversa, individuando nei locali dell’ex pescheria della Cassa di Risparmio un nuovo punto di raccolta riservato esclusivamente agli operatori economici. L’accesso avverrà tramite badge o altro sistema identificativo e, prima dell’avvio del servizio, saranno coinvolte anche la Giunta di Castello e le forze dell’ordine, perché, osserva il Segretario, una volta messa a disposizione un’alternativa concreta “non ci saranno più alibi” e tutti dovranno utilizzare correttamente la struttura dedicata. Bevitori conferma poi che il Governo intende superare definitivamente l’attuale doppio sistema di raccolta estendendo il porta a porta a tutto il territorio sammarinese, mettendo fine alla distinzione tra Castelli serviti e non serviti. Ricorda che l’indirizzo è già stato approvato dalla Commissione IV e sottolinea che il nuovo modello prende esempio da realtà vicine come Cattolica e Riccione, che hanno raggiunto livelli molto elevati di raccolta differenziata. Parallelamente AASS sta individuando le aree dove realizzare le future isole ecologiche, privilegiando, dove possibile, quelle interrate, considerate più efficienti dal punto di vista del decoro urbano e dell’igiene perché limitano odori, presenza di roditori e altri inconvenienti. Spiega però che il progetto richiede ancora approfondimenti tecnici, la scelta delle aree idonee e la predisposizione del bando per la realizzazione delle strutture, motivo per cui non è ancora possibile indicare tempi certi. Ampio spazio viene dedicato anche alla futura tariffa puntuale, che sostituirà l’attuale sistema basato sui consumi elettrici. Bevitori evidenzia che l’obiettivo è premiare i cittadini più virtuosi, facendo pagare in base ai rifiuti effettivamente prodotti e non ai consumi energetici. Il nuovo modello terrà conto della composizione del nucleo familiare, fisserà un numero di svuotamenti dell’indifferenziato e introdurrà meccanismi di incentivazione e disincentivazione per scoraggiare comportamenti scorretti.
Terminati i riferimenti, ha inizio un dibattito complessivo. Gaetano Troina (Domani Motus Liberi) torna innanzitutto sul tema delle Istanze d’Arengo, sostenendo che l’attuale procedura debba essere rivista. Nel merito, richiama l’attenzione sull’istanza relativa alle misure di prevenzione contro violenze e molestie, osservando che, nonostante siano trascorsi diversi mesi dall’istituzione della commissione tecnico-amministrativa, “ad oggi non ho visto concretamente nessuna attività da parte né del Governo né della maggioranza per introdurre nuove forme di controllo e prevenzione”, chiedendo quindi chiarimenti sulle intenzioni dell’Esecutivo. Esprime poi perplessità sull’istanza riguardante l’utilizzo dello stemma della Repubblica da parte degli operatori economici, ritenendo che in passato vi sia stato “un abuso in maniera esagerata” del simbolo di Stato e sostenendo invece la necessità di una disciplina che ne consenta l’impiego, a fini rappresentativi e non commerciali, da parte di federazioni sportive e associazioni che rappresentano San Marino all’estero. Infine affronta il tema delle guide turistiche abusive, definendolo un problema aperto da anni. Denuncia il fatto che da diversi anni non vengano più organizzati corsi ed esami per ottenere il patentino. Secondo Troina questa situazione impedisce a nuovi professionisti di entrare nel settore e rischia di cristallizzare la categoria. Nicola Renzi (Repubblica Futura) osserva che molte questioni considerate strategiche, dall’acqua ai rifiuti fino all’energia, sono aperte da decenni e denuncia che, nonostante ordini del giorno, dibattiti e Istanze d’Arengo, “continuiamo a discuterne… ma poi non cambia assolutamente nulla”. Renzi richiama in particolare il tema dell’approvvigionamento idrico, ricordando i diversi progetti proposti negli anni, dall’invaso ai sistemi diffusi di raccolta dell’acqua, senza che nessuno sia stato realizzato. A suo giudizio serve una strategia condivisa che superi le singole legislature e propone un patto tra tutte le forze politiche per elaborare progetti di lungo periodo da sottoporre poi al giudizio dei cittadini attraverso un referendum. Nella parte finale dell’intervento affronta il caso “pedofilo”, parlando di una vicenda che ha profondamente colpito la popolazione sammarinese. “La cittadinanza oggi rimane esterrefatta dal fatto che una persona condannata in Italia per reati così gravi… continuasse a lavorare in una scuola della Repubblica di San Marino. E come sempre, a San Marino, cosa succede? Succede che sostanzialmente non è colpa di nessuno”. Contesta inoltre la gestione della commissione amministrativa incaricata di fare chiarezza sulla vicenda, ritenendo che sia stata costituita e fatta operare con modalità discutibili.
Maddalena Muccioli (PDCS) condivide le riflessioni emerse a inizio dibattito e giudica negativo che la Commissione si trovi a esaminare lo stato di attuazione di Istanze d’Arengo approvate anche oltre dieci anni fa. Sottolinea che un monitoraggio più tempestivo sarebbe utile sia per rispetto degli istanti sia per consentire ai commissari di seguire con maggiore efficacia i provvedimenti legislativi collegati alle istanze. Ringrazia quindi i Reggenti per aver promosso questo passaggio in Commissione e auspica che diventi un appuntamento stabile. Nel merito evidenzia l’importanza dell’istanza sull’estensione degli incentivi all’inserimento lavorativo delle persone con disabilità anche alle imprese individuali, esprimendo apprezzamento per il fatto che il Governo abbia avviato un tavolo tra le Segreterie competenti per individuare nuove soluzioni. Condivide infine la necessità di regolamentare meglio l’utilizzo dello stemma della Repubblica, consentendolo alle realtà che svolgono un’effettiva funzione di rappresentanza istituzionale del Paese. Luca Boschi (Libera) definisce la seduta “un po’ paradossale”, ma considera comunque positivo che, dopo tanti anni, sia stato dato seguito alle Istanze d’Arengo rimaste inevase. Ringrazia i Reggenti per aver voluto riportare il tema all’attenzione della Commissione e osserva che il confronto con il Segretario Bevitori sulla gestione dei rifiuti ha rappresentato il momento più utile della seduta, offrendo ai commissari un aggiornamento concreto su una questione ancora attuale. Allo stesso tempo evidenzia che i ritardi accumulati negli anni non fanno fare “una bella figura” alle istituzioni e auspica che in futuro il monitoraggio delle istanze avvenga in tempi molto più rapidi, evitando di discutere questioni ormai superate. Propone inoltre di adeguare, di legislatura in legislatura, l’individuazione del Segretario di Stato chiamato a riferire, così da garantire risposte più puntuali sulle materie di competenza. Tommaso Rossini (PSD) sottolinea la contraddizione tra gli apprezzamenti che la politica rivolge ai cittadini quando presentano le istanze e i lunghi tempi con cui poi vengono seguite. Per questo chiede una regolamentazione più chiara che imponga alle Segreterie di Stato di dare riscontro entro termini certi, evitando che il monitoraggio slitti di legislatura in legislatura. Ringrazia poi il Segretario Bevitori per gli aggiornamenti sulla gestione dei rifiuti e propone, nell’ambito della futura tariffa puntuale, un sistema nel quale il costo sia legato direttamente al numero di sacchi dell’indifferenziato utilizzati, invitando anche a tenere conto delle particolari situazioni familiari, come quelle dei genitori separati con figli. Luca Della Balda (Libera) propone di introdurre per legge un termine preciso entro il quale le istanze approvate debbano tornare all’esame della Commissione per la verifica della loro attuazione. Soffermandosi poi sul tema dei rifiuti, sostiene che questo settore debba essere considerato una risorsa e non un problema, auspicando una futura revisione normativa che consenta anche a San Marino di dotarsi di impianti come termovalorizzatori o sistemi di pirolisi per trasformare i rifiuti in opportunità economica e occupazionale. In chiusura la vicepresidente Sara Conti richiama le Segreterie di Stato al rispetto dei termini previsti dalla legge, ricordando che il passaggio in Commissione dovrebbe avvenire entro sei mesi dall’approvazione dell’Istanza d’Arengo da parte del Consiglio Grande e Generale.
Successivamente si apre il comma numero 1 “Comunicazioni”. Gaetano Troina (Domani Motus Liberi) chiede aggiornamenti sul servizio SMUVI, proponendo una riorganizzazione con mezzi dedicati ai singoli Castelli per ridurre i tempi di attesa. Sollecita inoltre maggiori informazioni sulla cessione delle quote dell’Ente Cassa di Faetano, definendo la vicenda ormai troppo rilevante per essere considerata una semplice trattativa privata. Domanda poi chiarimenti sul completamento delle nuove antenne telefoniche e sulla scelta di collocarne una nell’area dell’ex Tiro a Volo. Infine invita il Governo a rivedere la disciplina sugli amministratori operativi delle società, ritenuta penalizzante per molte piccole imprese. Nicola Renzi (Repubblica Futura) chiede maggiore trasparenza sul progetto delle nuove antenne e un sistema pubblico di monitoraggio delle emissioni, oltre a un aggiornamento sull’interramento dei cavi dell’alta tensione. Critica poi il silenzio del Governo sul futuro del sistema bancario, sulla vendita della Banca di San Marino e sull’Accordo di Associazione con l’Unione Europea, sostenendo che il Parlamento debba essere informato sulle scelte strategiche del Paese. William Casali (PDCS) difende il piano di sviluppo della rete telefonica, spiegando che le posizioni delle antenne erano già state individuate da tempo e che l’accordo con TIM consente di ridurne il numero e l’impatto paesaggistico. Assicura inoltre che i controlli sulle emissioni sono rigorosi e che la tecnologia 5G permette di ridurre la potenza irradiata rispetto ai sistemi precedenti. Tommaso Rossini (PSD) invita ad affrontare in modo strategico i temi dell’acqua e dell’energia, osservando che da decenni si ripropongono gli stessi progetti senza arrivare a soluzioni. Propone di valutare una partecipazione di San Marino in realtà come Romagna Acque o nel futuro parco eolico dell’Adriatico e suggerisce di approfondire anche l’opzione del nucleare, con l’obiettivo di rafforzare l’autonomia energetica della Repubblica.
Il Segretario di Stato Alessandro Bevitori replica soprattutto sul servizio di trasporto a chiamata SMUVI, riconoscendo che nella fase iniziale si sono verificati alcuni disservizi ma ricordando che il progetto è nato come sperimentazione, senza nuovi investimenti in mezzi o personale. Spiega che dal 16 giugno il servizio è stato ampliato, con l’estensione dell’orario dalle 6.30 del mattino, e che sono già stati trasportati oltre 15 mila passeggeri. Annuncia che, visto il crescente utilizzo, il Governo sta valutando l’introduzione di altri due mezzi. Sostiene che il sistema abbia già dimostrato la propria utilità, perché sostituisce i cosiddetti “vuotobus” con un servizio che parte solo su richiesta, riducendo sprechi, traffico e inquinamento. Aggiunge infine che la fase sperimentale servirà a correggere le criticità ancora presenti, come i tempi di attesa e la localizzazione di alcune fermate, con l’obiettivo di rendere SMUVI un servizio sempre più utilizzato dai cittadini e dai turisti. Sul tema delle telecomunicazioni, il Segretario riferisce che sono state installate tre nuove antenne: quella di Domagnano è già operativa e ha risolto i problemi di copertura in una delle aree più critiche del Paese, mentre quelle del Kursaal e di Murata sono nella fase finale di attivazione. Conferma che il Governo manterrà alta l’attenzione sui controlli relativi all’inquinamento elettromagnetico, ricordando che San Marino applica limiti più restrittivi rispetto a quelli italiani ed europei e che le verifiche vengono effettuate costantemente dall’UPAV. Sull’interramento dell’elettrodotto Terna, Bevitori spiega che la parte sammarinese ha completato tutti gli adempimenti normativi e amministrativi e che ora si attende soltanto la firma della convenzione da parte di Terna per poter avviare un’opera attesa da circa vent’anni. Assicura che il progetto è pronto e che tutti gli uffici coinvolti sono già operativi per l’avvio dei lavori. Parlando di autonomia energetica, il Segretario evidenzia che la produzione interna passerà da circa il 7-8% del fabbisogno a quasi il 20% entro la fine del 2026, grazie soprattutto allo sviluppo del fotovoltaico. Conferma che il Governo continuerà a investire sulle fonti rinnovabili, anche valutando opportunità fuori dal territorio sammarinese, come l’eolico, ma precisa che le risorse pubbliche saranno destinate soltanto a tecnologie già consolidate. Sul tema dell’approvvigionamento idrico, il Segretario di Stato Alessandro Bevitori sostiene che la scelta non possa essere dettata dalla politica, ma debba basarsi sulle valutazioni dei tecnici, ricordando come negli anni siano state avanzate tesi opposte sulla fattibilità dell’invaso di Gorgascura. Annuncia quindi che il Governo sta lavorando per fare entrare San Marino nel consorzio Romagna Acque, passando dall’attuale ruolo di semplice cliente a quello di socio. Spiega che questo garantirebbe non solo condizioni economiche migliori, ma soprattutto una maggiore priorità nell’approvvigionamento durante i periodi di scarsità idrica, oltre all’accesso alle competenze tecniche della società e a possibili finanziamenti internazionali. Precisa che restano da superare alcuni ostacoli giuridici, poiché lo statuto del consorzio prevede oggi la partecipazione dei soli enti italiani, ma conferma che sono in corso confronti con Romagna Acque per individuare una soluzione.





