Libera: “La riforma urbanistica supera trent’anni di immobilismo”

da | 25 Giu 2026

Libera interviene dopo l’approvazione in seconda lettura della legge sulla Pianificazione Strategica Territoriale, definendola una riforma destinata a cambiare il modo di programmare lo sviluppo della Repubblica di San Marino. Secondo il movimento, il nuovo impianto normativo segna il superamento del Piano Regolatore Generale del 1992, ritenuto ormai non più adeguato alle esigenze attuali.

Nel comunicato si sottolinea che “con l’approvazione in seconda lettura della legge sulla Pianificazione Strategica Territoriale, San Marino compie un passaggio fondamentale per il futuro del proprio territorio. Una riforma che non riguarda soltanto l’urbanistica, ma il modo con cui il Paese sceglie di governare il proprio sviluppo economico, sociale e ambientale nei prossimi decenni”.

Libera evidenzia come per oltre trent’anni il riferimento sia rimasto il Piano regolatore del 1992 e afferma che “con questa legge scegliamo finalmente di cambiare metodo passando da una pianificazione rigida e difficilmente modificabile a un modello più moderno, flessibile e strategico”. Il nuovo sistema sarà articolato attraverso il Piano di tutela, i Piani Tematici, i Programmi Pluriennali di Attuazione e i Piani Particolareggiati, strumenti che, secondo il movimento, consentiranno una gestione più mirata delle esigenze del territorio.

Tra gli aspetti evidenziati figura anche il rafforzamento della tutela ambientale e paesaggistica. Il Piano di tutela sarà infatti il riferimento per la salvaguardia delle aree di valore storico, ambientale e archeologico e per la gestione delle fragilità del territorio, come il rischio idrogeologico. Nel testo viene inoltre precisato che “non viene meno il ruolo pubblico, né vengono ridotte le tutele ma vengono definite con maggiore chiarezza responsabilità tecniche e controlli, attraverso un sistema più trasparente e rigoroso”.

Il movimento richiama poi le misure dedicate all’emergenza abitativa, con l’introduzione di nuove tipologie come cohousing, comunità abitative e studentati, accompagnate da vincoli e controlli per garantirne la finalità sociale, oltre alle norme sulla rigenerazione urbana orientate al recupero del patrimonio edilizio esistente, alla riqualificazione energetica e alla riduzione del consumo di suolo.

Secondo Libera, la riforma rappresenta il punto di partenza per la predisposizione dei futuri Piani Tematici dedicati, tra gli altri, ad ambiente, agricoltura, infrastrutture, turismo e mobilità sostenibile. Il movimento respinge inoltre le critiche sul metodo seguito, affermando che “il confronto c’è stato e continuerà anche nelle prossime fasi. Governare significa assumersi responsabilità, trovare soluzioni e dare risposte ai bisogni del Paese”.

La nota si conclude sostenendo che “con questa legge San Marino sceglie quindi di non restare ancorato a strumenti pensati oltre trent’anni fa, ma di dotarsi di un sistema capace di accompagnare le trasformazioni future. Il territorio non può più aspettare: servono strumenti nuovi, moderni e capaci di guardare avanti”.

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