Tra le richieste accolte figurano l’estensione del reddito minimo per la maternità anticipata a tutte le lavoratrici, la garanzia di un’indennità minima pari all’80% della retribuzione media territoriale nei casi previsti e la modifica del congedo parentale, con la retribuzione all’80% riconosciuta nei primi tre mesi del congedo stesso. Accolta anche la richiesta di non collegare gli assegni familiari esclusivamente al reddito, mentre resta confermato l’impegno a rivedere il sistema con l’introduzione dell’ICEE. Non è stata invece accettata la proposta di estendere il versamento dei contributi ai lavoratori autonomi.
Restano ancora aperti diversi temi. I sindacati chiedono infatti il riconoscimento dei congedi per l’assistenza ai familiari non autosufficienti anche ai lavoratori frontalieri residenti tra San Marino e Italia, una maggiore chiarezza sui criteri di accesso ai benefici destinati ai caregiver, l’estensione di alcuni incentivi pensionistici anche ai padri in particolari situazioni familiari e il riconoscimento dei congedi retribuiti ai fini della maturazione dei diritti contrattuali. Le tre organizzazioni sindacali auspicano che il dialogo con Governo e forze politiche prosegua per arrivare a un testo che rafforzi concretamente il sostegno alle famiglie e contribuisca a contrastare il calo delle nascite.





