Rossi (Psd): “Prima di cambiare il regolamento bisogna affrontare seriamente lo status del consigliere”

da | 24 Giu 2026

Nel corso della seduta odierna del Consiglio Grande e Generale, durante il dibattito sul progetto di legge che modifica il Regolamento consiliare, è intervenuto il consigliere Matteo Rossi (Psd). Di seguito l’intervento integrale, riproposto senza variazioni né modifiche.

Matteo Rossi (Psd): Qualsiasi ragionamento che prenda in esame il cuore della nostra vita politica e istituzionale, ovvero il Consiglio Grande e Generale, non può essere affrontato se a monte non viene fatto un approfondimento serio sullo status del consigliere e di chi fa politica. Secondo me molte delle problematiche che stiamo tentando di risolvere con la modifica del regolamento si potrebbero evitare se ogni parlamentare della Repubblica di San Marino avesse effettivamente la possibilità, il tempo e gli spazi per confrontarsi seriamente. Questo dovrebbe valere per tutti, indipendentemente dall’appartenenza alla maggioranza o alla minoranza, e dovrebbe avvenire in momenti e spazi che non siano esclusivamente l’aula consiliare. Purtroppo negli ultimi anni, probabilmente dall’avvento della politica movimentista, tutto viene spettacolarizzato e ogni cosa diventa oggetto di scandalo, finendo subito sui social e nel circuito mainstream. Questo è esattamente l’obiettivo che rilevo anche oggi in questa prima lettura. Ci sono stati degli incontri preliminari e proprio in quelle sedi è stato detto chiaramente dagli amici dell’opposizione che in maggioranza non tutto è “liscio e piano”; io stesso sono stato indicato come uno scettico e questo dimostra che i margini di analisi e approfondimento all’interno della maggioranza esistono. Noi crediamo tutti che il confronto sia sacro, ma deve trattarsi di un confronto costruttivo e sano, non basato solo sugli interessi di parte dell’opposizione. Diciamocelo chiaramente: l’opposizione non ha l’interesse di aiutare il governo o la maggioranza, il loro scopo è fare il gioco politico, ed è un obiettivo del tutto legittimo. In questo caso però parliamo delle regole del gioco e riteniamo che debbano essere condivise; come ha ricordato il segretario della Democrazia Cristiana, oggi siamo maggioranza ma domani potremmo essere opposizione e viceversa. Le regole devono rappresentare il punto di equilibrio per tutti. Per questo io ritengo che l’atteggiamento delle opposizioni non debba essere quello dell’Aventino, che storicamente ha portato solo sciagure; non si devono mai abbandonare i tavoli del confronto, perché se si può migliorare una cosa anche solo dell’1%, è comunque un passo avanti. Per farlo però ci vuole volontà, e dagli interventi strumentali che ho sentito mi pare che questa volontà manchi del tutto. Ci siamo sentiti definire degli imbavagliatori e abbiamo sentito parlare di poteri oscuri e indicibili che vorrebbero impedire la politica in Parlamento; ma stiamo scherzando? Noi stiamo solo cercando di apportare miglioramenti a strutture che mostrano criticità quotidiane. Vi pare possibile che ogni volta si debba mettere in scena questo teatro, arrivando a discutere ogni singolo articolo anche quando il senso generale è già chiaro? Noi abbiamo gli spazi, i tempi e le piattaforme per dire le cose; siamo letteralmente invasi dalla politica. Forse c’era la necessità di esasperare questo rapporto proprio perché manca l’elemento fondamentale della politica stessa. Io dico allora di ragionare sul senso profondo del nostro agire e sul fatto che anche per l’opposizione può essere importante ottenere dei risultati che vadano oltre lo scontro totale con chi governa. Con un atteggiamento sano si possono raggiungere ottimi obiettivi, ma a volte temo che manchi questa maturità. Forse anche noi in maggioranza commettiamo degli errori o delle ingenuità che poi ci costano critiche eccessive, ma ha fatto bene la collega Francesca Civerchia a richiamare tutti a un maggiore senso dello Stato e delle istituzioni, evitando polemiche strumentali che sono davvero esasperanti. Rispetto alla dignità che ci viene riconosciuta come parlamentari, sentire certe accuse è pesante. L’opposizione dovrebbe rivedere i propri scopi: è indubbio che il governo abbia la necessità di guidare il Paese e portare i provvedimenti necessari, e abbiamo sempre riscontrato che l’attuale regolamento crea grandi difficoltà in questo senso. Io condivido moltissimo, ad esempio, l’idea di introdurre uno strumento che permetta, a un certo punto del dibattito, di arrivare all’approvazione delle leggi, specialmente per quanto riguarda il bilancio e le leggi finanziarie. Non possiamo rischiare di andare in esercizio provvisorio solo perché c’è questa abitudine di voler replicare all’infinito gli stessi dibattiti. Molti strumenti previsti in questa proposta, come hanno sottolineato diversi colleghi di maggioranza, possono essere ammorbiditi e questo confronto avverrà sicuramente tra la prima e la seconda lettura. Anche sulla questione della sede redigente all’interno del mio partito, il Psd, ci sono riflessioni in corso perché sentiamo che qualcosa non gira come dovrebbe, ma io ribadisco l’invito: non abbandoniamo i tavoli e rimaniamo nel confronto per trovare un regolamento che sia il più possibile condiviso.

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